Newsletter 263 -

Newsletter 263 -21/01/2022

POLIZZE RC PATRIMONIALI COLPA GRAVE E TUTELA LEGALE

Prosegue la campagna Polizze gratuite RC Patrimoniale Colpa Grave con Tutela Legale a Sindaci dipendenti degli enti associati aventi il requisito di Soci operativi con i servizi ASMECOMM. Le polizze hanno una retroattività illimitata, un massimale di 1 milione di euro e senza franchigia. Come noto, i dipendenti, dirigenti e gli amministratori locali sono direttamente responsabili, secondo le Leggi Penali, Civili e Amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti e rispondono con il proprio patrimonio personale dei danni arrecati a terzi per dolo o colpa grave. Quest'ultima è ravvisabile nella condotta di colui che agisce con straordinaria e 'non scusabile' imprudenza, imperizia e negligenza. Conseguentemente, una protezione Tutela Legale garantisce il rimborso anche delle spese legali e peritali (altrimenti a carico dell'assicurato) necessarie alla difesa in caso di coinvolgimento in procedimenti per responsabilità amministrativa, contabile e giudizio di conto per danno erariale. A riguardo, le Polizze per i rischi patrimoniali riconducibili alla "colpa grave" assicurano le richieste di risarcimento da parte di terzi in tale ambito.
Il limite di indennizzo per ogni richiesta di risarcimento e/o circostanza è pari a 1 milione di euro e il premio è interamente a carico della Fondazione Le Autonomie sottoscrittore dell'accordo (si veda scheda riepilogativa sotto). Per info scrivere a posta@asmecomm.it.

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FONDI PNRR: MINISTERO DELLA COESIONE E ASMEL PER IL SUPPORTO PER I PICCOLI COMUNI DEL CENTRO-SUD E DELLE AREE INTERNE

In vista del Dpcm di ripartizione delle risorse del Fondo concorsi progettazione e idee finalizzato a consentire ai Comuni sotto i 30mila abitanti - del Sud, isole, Umbria, Marche e delle Aree Interne - di dotarsi di progettazioni "qualificate" per la partecipazione ai bandi PNRR/FSC e fondi strutturali, ASMEL ha attivato gratuitamente la Piattaforma per l'esecuzione dei concorsi con gli schemi aggiornati ai Bandi tipo pubblicati sul sito dell’Agenzia per la Coesione. Il servizio prevede anche la possibilità di svolgere sopraluoghi virtuali con webcam/droni visualizzabili in piattaforma, l’Albo dei commissari qualificato per la composizione delle commissioni di valutazione, la gestione telematica delle Commissioni e Sedute pubbliche, il supporto tecnico per i concorsi in cui è prevista l'acquisizione di proposte formulate con la metodologia BIM (Building Information Modeling) con ambiente di condivisione dei dati (ACDat) e capitolati informativi conformi alle Linee Guida Mims del 31/8/21, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Le proposte progettuali devono essere utili a realizzare uno di questi obiettivi: transizione verde dell’economia locale; trasformazione digitale dei servizi; crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; sviluppo armonico del territorio anche dal punto di vista infrastrutturale, sviluppo turistico, ricerca e innovazione sociale, cura della salute, miglioramento dei servizi per l’infanzia. I progetti devono privilegiare la vocazione dei territori, ed essere agevolmente e celermente realizzabili. La ristrettezza dei tempi impone ai Comuni un autentico tour de force al fine di non perdere l’opportunità di beneficiare dei nuovi stanziamenti. A seguito del Dpcm di ripartizione delle risorse, infatti, le stesse dovranno essere impegnate entro maggio 2022 a pena di revoca.

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PROTOCOLLO D'INTESA TRA GOVERNO E ANAC: PER LE CENTRALI DI COMMITTENZA VIA LIBERA ALLA “QUALIFICAZIONE GRADUALE”

Entro il 31 marzo 2022, l’ANAC, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, adotta le linee guida che individuano le modalità operative per l’attuazione – anche a fasi progressive - del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza da porre alla base del nuovo sistema di qualificazione che sarà reso operativo al momento della entrata in vigore della riforma della disciplina dei contratti pubblici. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Autorità hanno infatti sottoscritto un “Protocollo d’intesa per l’attuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza e ulteriori profili di collaborazione”. La qualificazione, conseguita in rapporto ai bacini territoriali, nonché alla tipologia e complessità del contratto e per fasce d’importo, ha ad oggetto il complesso delle attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, servizio o lavoro, in relazione ai seguenti ambiti: a) capacità di progettazione; b) capacità di affidamento; c) capacità di verifica sull’esecuzione e controllo dell’intera procedura, ivi incluso il collaudo e la messa in opera.  In mancanza del raggiungimento dell’intesa in sede di Conferenza unificata, previsto ai fini dell’adozione del decreto attuativo, il decreto legge 31 maggio 2021, n. 77 (Decreto “Governance PNRR”), ha disposto una consistente opera di riduzione, centralizzazione e, quindi, qualificazione delle stazioni appaltanti relativa agli appalti finanziati con le risorse del PNRR, con particolare riferimento ai Comuni prevedendo l’attuazione diretta della previsione dell’art.37, comma 4 del Codice dei contratti pubblici per tutti i Comuni non capoluogo. L’obiettivo del Governo è quello di estendere il sistema di qualificazione all’intero settore degli appalti pubblici (non solo a quelli finanziati con le risorse del PNRR), con il fine di arginare l’eccessiva frammentazione, nonché i deficit organizzativi e di professionalità che caratterizzano il panorama delle stazioni appaltanti, attraverso la qualificazione e centralizzazione dei soggetti aggiudicatori nei diversi settori, nell’ottica di assicurarne l’adeguatezza, la capacità e la competenza in relazione a ciascuna procedura da svolgere. Alla luce di ciò il Protocollo d’Intesa prevede che i criteri di qualificazione possano riguardare anche uno solo degli ambiti (capacità di progettazione delle gare e di affidamento e capacità di verifica sull’esecuzione e controllo dell’intera procedura) e che tengano in considerazione i seguenti elementi: a) strutture organizzative stabili; b) presenza di dipendenti aventi specifiche competenze; c) sistema di formazione e aggiornamento del personale; d) numero di gare svolte per i vari livelli di qualifica nel quinquennio con la verifica del rispetto del valore dell’appalto e dei tempi di esecuzione delle procedure di affidamento, di aggiudicazione e di collaudo; e) rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori; f) assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; g) per i lavori, monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche; h) disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara. Tra i requisiti premianti figurano invece: a) valutazione positiva dell’ANAC in ordine all’attuazione di misure di prevenzione dei rischi di corruzione e promozione della legalità; b) presenza di sistemi di gestione della qualità conformi alla norma UNI EN ISO 9001 degli uffici e dei procedimenti di gara, certificati da organismi accreditati per lo specifico scopo ai sensi del regolamento CE 765/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio; c) livello di soccombenza nel contenzioso; d) applicazione di criteri di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento. Le linee guida da emanarsi entro il 31 marzo 2022 forniranno alle amministrazioni interessate le modalità di richiesta alle stazioni appaltanti dei dati non presenti nella Banca Dati nazionale dei Contratti Pubblici, nonché le indicazioni operative, anche tramite check list, sulle attività da svolgere per la verifica di sussistenza dei requisiti di qualificazione, al fine di consentire alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza di prepararsi in anticipo rispetto all’entrata in vigore della predetta riforma.

Consulta qui il Protocollo d’intesa

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DOSSIER SENATO SULLA DELEGA APPALTI: CHI PAGA I COSTI DI QUALIFICAZIONE?

La legge delega per la riforma del Codice Appalti continua a far discutere. L’ultimo freno riguarda l'introduzione «di incentivi all'utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l'espletamento delle gare pubbliche» e «il forte incentivo al ricorso a procedure flessibili». Altro nodo è quello del costo della professionalizzazione del personale operante nelle Stazioni Appaltanti ai fini della qualificazione. Secondo il servizio Bilancio del Senato queste misure possono comportare «potenziali oneri» che vanno specificati se ricadenti sui Comuni o sul Bilancio dello Stato. Il dossier elaborato dagli uffici giuridici di Palazzo Madama pone anche l’attenzione sulla digitalizzazione e informatizzazione delle procedure, l'utilizzo di banche dati a livello centrale nell'ambito della revisione e semplificazione del sistema di qualificazione generale degli operatori e la razionalizzazione della disciplina concernente i meccanismi sanzionatori e premiali finalizzati a incentivare la tempestiva esecuzione dei contratti pubblici da parte dell'aggiudicatario».

Consulta qui il dossier 

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DECRETO RECLUTAMENTO E FONDI PNRR: CON ASMELAB PRESTO L’ELENCO IDONEI PROMOSSO DA ASMEL

Con la Circolare n.4 del 18 gennaio 2022, la Ragioneria generale dello Stato chiude il cerchio sulle assunzioni PNRR, chiarendo l’ambito di applicazione della disciplina introdotta e fornendo indicazioni puntuali per il relativo rispetto da parte delle Amministrazioni interessate ed in adempimento a quanto previsto al comma 1 dell’art. 1 del decreto-legge 80/2021 (DL Reclutamento). Nel documento, quindi, vengono stabiliti modalità, condizioni e criteri in base ai quali le amministrazioni titolari dei singoli interventi possono imputare nel relativo quadro economico i costi per il predetto personale da rendicontare a carico del PNRR. Grazie all’iniziativa di alcuni Comuni soci ASMEL si è avviato l’iter che attribuisce ad ASMEL il ruolo di soggetto promotore al fine di strutturare degli Elenchi di Idonei alle assunzioni nei singoli Comuni secondo le indicazioni del Decreto Reclutamento, DL n.80/2021, convertito in legge n.113/2021. Un’opportunità importante per i Comuni di semplificare le procedure di assunzione e di farsi trovare pronti anche rispetto alle risorse straordinarie stanziate per il personale degli Enti Locali dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’ambito di applicazione è molto ben delineato: possono utilizzare questa possibilità gli enti locali, che sono vincolati a provvedere “in forma aggregata” e l’istituto può essere utilizzato “per vari profili professionali e categorie”, ivi “compresa la dirigenza”. Ai comuni ed agli altri enti locali Asmel offre la possibilità di utilizzare l’istituto introdotto dal legislatore per la formazione di elenchi di idonei cui attingere per le assunzioni a tempo indeterminato o determinato. È bene sottolineare che le modalità di attuazione di questa possibilità esentano le singole amministrazioni da sforzi organizzativi. Infatti occorre semplicemente che gli enti soci, a seguito della constatata assenza di una propria graduatoria ancora valida cui attingere, stabiliscano di attingere all’elenco di idonei per l’assunzione. Tutti i vincoli e gli adempimenti vengono realizzati a livello di gestione aggregata. Ciascun Ente conserva la possibilità di indire una mini-selezione tra gli idonei a ciascun profilo prima di procedere alla relativa assunzione. Questa modalità consente di monitorare anche tra gli idonei, frutto della selezione indetta in forma aggregata, l’effettiva rispondenza alle esigenze professionali e alle disponibilità territoriali richieste dal singolo Ente.

Per info: asmelab@asmel.eu

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COMUNI NON CAPOLUOGO, CHIARITI I LIMITI SULLO SVOLGIMENTO DELLE GARE PNRR

Il comunicato Ministero dell'Interno del 17 dicembre ha fornito importanti chiarimenti sulle modalità pratico/operative che i Comuni, in particolare quelli non capoluogo di provincia devono seguire nell’applicazione delle disposizioni dell'articolo 52 del d.l. 77/2021 cd decreto governance Pnrr, convertito con legge 108/2021. L’obbligo scatta anche per i progetti di messa in sicurezza dei territori già finanziati in precedenza e ora qualificati come finanziamento inserito nelle misure del PNRR. La nota chiarisce tuttavia che non sono soggetti agli obblighi di ricorso alle Centrali di Committenza “gli affidamenti di valore superiore a 40 mila euro ed inferiori alla soglia di cui all'art. 35, per servizi e forniture; e gli affidamenti superiori a 150mila euro ed inferiori ad 1 milione per acquisti di lavori di manutenzione ordinaria". Dal 6 dicembre, a seguito dell’Assemblea dei Soci Asmel Consortile si è conformata come Centro di Competenza ai sensi dell’art.9 comma 2 del decreto Governance e Struttura Stabile di Supporto anche per i fondi PNRR, conservando la sua natura di Centrale di Committenza ai sensi dell’art.37, comma 4 del Codice dei contratti pubblici. Si ampliano così le opportunità per i Comuni soci di ricevere supporto adeguato in tutte le fasi delle procedure: dalla individuazione delle misure finanziate con il PNRR, alla progettazione, all’espletamento della gara, alla gestione delle verifiche e dei controlli in fase esecutiva. Come precisato dalla Commissione europea i costi possono essere imputati direttamente sui quadri economici dei progetti finanziati rendicontando le attività fornite nell’ambito dei servizi Asmecomm.

Connsulta qui il Comunicato Ministero dell'Interno del 17 dicembre

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PNRR: scattano i nuovi oneri documentali per la parità di genere e disabilità

Attraverso il recente D.P.C.M. del 7 dicembre scorso pubblicato in G.U. 30 dicembre 2021 n. 309, i Ministeri delle Pari opportunità e famiglia, delle Politiche giovanili e servizio civile universale, del Lavoro e delle Politiche sociali, il MIMS e il Ministero per le Disabilità hanno elaborato le linee guida "volte a favorire la pari opportunità di genere e generazionali, nonché l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità nei contratti pubblici finanziati con le risorse del PNRR e del PNC. Il documento fornisce delle indicazioni pratico/applicative sui nuovi obblighi introdotti dall'articolo 47 del d.l. 77/2021 come convertito con modifiche dalla legge 108/2021. La questione centrale delle linee guida riguarda i nuovi obblighi assunzionali (di genere, opportunità generazionali e inclusione lavorativa delle persone con disabilità) che impone ai RUP un diverso approccio rispetto alla legge di gara in quanto volti a verificare il rispetto dei parametri assunzionali per tutti gli operatori economici pubblici e privati che occupano oltre cinquanta dipendenti. Questi ultimi devono produrre, a pena di esclusione dalla gara, copia dell'ultimo rapporto sulla situazione del personale che essi sono tenuti a redigere ai sensi dell'articolo 46 del codice delle pari opportunità di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, con attestazione della sua conformità a quello eventualmente già trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali e ai consiglieri regionali di parità. Trattandosi di un documento facente parte della documentazione amministrativa l'acclarata carenza renderà necessario, da parte del RUP, l'attivazione del soccorso istruttorio integrativo. Per le imprese di minori dimensioni è invece richiesta la relazione di genere sulla situazione del personale maschile e femminile (art. 47, comma 3). In particolare, il predetto comma 3, impone agli operatori economici che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti e non superiore a cinquanta di consegnare alla stazione appaltante, entro sei mesi dalla conclusione del contratto, una relazione di genere sulla situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni ed in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell'intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta. Stante, evidentemente, la necessità di una produzione postuma le conseguenze dell'omesso adempimento non può essere l'esclusione ma l'impossibilità di partecipare a gare aventi ad oggetto contratti finanziati, anche solo in parte, con il PNRR/PNC e l'applicazione di penali.

Inoltre, in fase di conversione del DL 77/2021, il comma 3-bis ha introdotto l’obbligo per gli operatori che occupano un numero pari o superiore a quindici dipendenti della dichiarazione e della relazione circa il rispetto delle norme che disciplinano il diritto al lavoro delle persone con disabilità, di cui all'art. 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68 (art. 47, comma 3-bis).

Il D.P.C.M., alla luce di quanto già previsto a legislazione vigente dall'articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, e al fine di assicurare il più ampio rispetto delle norme che disciplinano il diritto al lavoro delle persone con disabilità puntualizza che l'assolvimento dell'obbligo di cui al comma 3-bis dovrebbe essere richiesto, con espressa previsione nel bando di gara, anche agli operatori economici con più di cinquanta dipendenti. La mancata produzione della dichiarazione e della relazione di cui al comma 3-bis determina l'applicazione delle penali di cui al comma 6 dell'articolo 47, sopra riportate, da commisurarsi in base alla gravità della violazione e proporzionali rispetto all'importo del contratto o alle prestazioni dello stesso.

Qui il D.P.C.M. del 7 dicembre 2021

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Approvata la Legge europea 2019-2020: ancora novità per gli appalti

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.12 del 17 gennaio 2022, la legge 238/2021 recante "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020", cd. Legge europea 2019-2020, che entrerà in vigore dal prossimo 1° febbraio 2022. L'articolo 10, rubricato "Disposizioni in materia di contratti pubblici. Procedura di infrazione n. 2018/2273", va a modificare alcuni articoli del Codice Appalti (d.lgs. 50/2016), al fine di conformarsi a quanto indicato nella procedura di infrazione europea n. 2018/2273. Tra le novità più importanti la modifica dell’art.80 sui requisiti di partecipazione che con le modifiche dei commi 1 e 5 elimina la possibilità che un operatore economico possa essere escluso da una procedura di gara, quando la causa di esclusione riguardi non già l'operatore medesimo, bensì un suo subappaltatore, nei casi di obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta o, indipendentemente dall'importo a base di gara, che riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa.

Altra novità riguarda l’art. 113-bis del Codice dei contratti pubblici circa l’emissione e il pagamento degli acconti e dei saldi relativi alla esecuzione dell’appalto: con i commi da 1-bis a 1-septies viene introdotta una dettagliata disciplina relativa agli adempimenti a carico del direttore dei lavori, dell’esecutore e del responsabile unico del procedimento (RUP), in materia di adozione dello stato di avanzamento dei lavori (SAL) e del relativo certificato di pagamento, in acconto e in saldo dell’esecuzione del contratto in corso.

Qui la legge europea n.238/2021

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Piano Prevenzione della corruzione: il termine slitta al 30 aprile 2022

Alla luce del perdurare dell’emergenza pandemica il Consiglio dell’Anac ha stabilito che il termine ultimo per la presentazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2022-2024 da parte delle pubbliche amministrazioni, inserito all’interno del Piao, slitta al 30 aprile 2022.  Tale termine vale per tutti gli enti che sono soggetti ad adottare misure di prevenzione, anche quelli non obbligati all’adozione del Piao. Per adempiere alla predisposizione dei piani, ci si potrà avvalere delle indicazioni del vigente Piano Anticorruzione 2019-2021. Al fine di agevolare la stesura, in un’ottica di semplificazione e efficacia, Anac ha predisposto un apposito Vademecum di esemplificazione e orientamento valido sia per la predisposizione dei Piano Anticorruzione, sia della sezione del Piao dedicata alle misure di prevenzione della corruzione. Tale novità sono state ulteriormente sviluppate all’interno della community sportelloanticorruzione.it promossa da ASMEL e rivolta a tutti gli Enti Soci con la quale i Responsabili degli Enti hanno modo di avviare percorsi di formazione continua e condividere uno spazio di condivisione documentale al fine dell’adozione delle soluzioni anticorruttive maggiormente rispondenti alle esigenze dei diversi Enti.

Qui i provvedimenti Anac:

Adozione e pubblicazione dei PTPCT 2022-2024: differimento del termine al 30 aprile 2022

Delibera numero 1 del 12 gennaio 2022

Comunicato del Presidente del 12 gennaio 2022

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Denuncia ANAC: Su whistleblowing in ritardo

“Il 2022 è iniziato con l’Italia inadempiente nel recepimento della Direttiva Europea 2019/1937 a tutela del whistleblowing, cioè di chi segnala illeciti nel proprio ambiente di lavoro. La lotta alla corruzione non ammette cedimenti o che si abbassi la guardia”. Così Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Anticorruzione, lancia l’auspicio che l’Italia possa in tempi rapidi mettersi in regola con la direttiva Ue. La delega per il recepimento è infatti scaduta ad agosto e questo ritardo comporta una serie di incertezze circa la tutela dei segnalanti che vanno messi a riparo da ritorsioni.

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