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Newsletter - 15 gennaio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.41  del  15/01/2014

Notiziario Asmel


 

CENTRALE DI COMMITTENZA: CONFERMATA L’OBBLIGATORIETÀ DAL 1° GENNAIO
Dal 1° gennaio 2014 è obbligatorio per i piccoli Comuni avvalersi di una Centrale di Committenza per l'acquisizione di lavori, servizi e forniture.Non c’è stato alcun rinvio da parte del Governo rispetto alla scadenza fissata nel maggio scorso.
Qui la pagina di Italia Oggi con lo speciale sull’obbligatorietà della Centrale di committenza dal 1° gennaio 2014 (art. 1, c. 343, Legge 27.12.2013 n. 147). È il caso di sottolineare che, nonostante le diverse proroghe intervenute, la Centrale di Committenza Asmel Consortile nel corso del 2013 ha espletato la propria attività in favore di centinaia di piccoli Comuni e loro associazioni in ben 10 Regioni d’Italia anticipando l’obbligatorietà normativa e tenendosi subito al passo con i prossimi obblighi di digitalizzazione di tutti i documenti di gara previsti dalla nuova Direttiva Europea Appalti: basti pensare che l’84% delle gare espletate sino a oggi dalla Centrale Asmel si sono svolte sulla piattaforma telematica ASMECOMM.Per informazioni e adesioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

ASMEL AL FIANCO DEGLI ASSOCIATI PER GLI ADEMPIMENTI DEL 31 GENNAIO (LEGGE 190/12 – Direttiva Avcp)
Centinaia di associati stanno utilizzando il software on-line reso disponibile gratuitamente da Asmel per ottemperare entro il 31 gennaio  agli obblighi per tutte le Stazioni Appaltanti derivanti dall’art. 1, c. 32 della Legge 190/12 e dalla direttiva dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) del 22 Maggio 2013 e successive integrazioni. 
ASMEL ha già estratto dalle banche dati disponibili sui portali di riferimento, i bandi di tutti i comuni, predisponendoli in maniera conforme alle disposizioni dell'AVCP. Rimane a cura dell’ente, la verifica e il completamento dei soli dati con le gare sotto i 40.000 Euro. Il processo si completa con la generazione automatica dei file in formato xml per poterli pubblicare nei siti istituzionali dei Comuni, dandone infine formale comunicazione via Pec all’Autorità. Scarica qui la richiesta di attivazione del servizio.

Primo Piano


 

AVCP – SI DISCUTE DELLA RIFORMA DEL CODICE APPALTI E DI CENTRALI DI COMMITTENZA
In vista dell’imminente recepimento delle direttive europee appalti che porteranno all’aggiornamento dello stesso D.Lgs. n. 163/2006, il 28 gennaio si terrà una audizione presso la sede dell’Avcp. All’ordine del giorno, quali principali argomenti di interesse, la Direttiva settori ordinari, la direttiva concessioni e la direttiva settori speciali che prevede, all’articolo 49, l’Attività di centralizzazione delle committenze e centrali di committenza. Come noto, tra i nuovi obblighi della Direttiva Appalti anche quello di digitalizzazione di tutte le procedure di gara e di acquisizione telematica delle offerte da parte delle ditte concorrenti. Subito al passo i Comuni aderenti alla Centrale ASMEL: l’84% delle gare espletate si svolgono attraverso il  portale www.asmecomm.it divenuto punto di riferimento nazionale per gli appalti dei Comuni.

ENTRO FINE GENNAIO ANCHE IL PIANO TRIENNALE DELLA TRASPARENZA TRA I 270 OBBLIGHI PER LE PA
Il Piano Nazionale Anticorruzione obbliga le P.A. e le società partecipate o controllate ad adottare, entro il 31 gennaio, i propri piani triennali anticorruzione, collegati al programma triennale della trasparenza e al codice di comportamento interno. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha appena pubblicato il Rapporto sul primo anno di attuazione della legge 190 del 2012. Ebbene, sono circa 270 gli obblighi per le PA che vanno dalla pubblicità dei patrimoni dei politici all’accessibilità delle informazioni amministrative, dalla pubblicazione di curricula, stipendi e incarichi dei dirigenti a quella dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche. La stessa Authority evidenzia la necessità di semplificare gli obblighi, anche al fine di valorizzare il contenuto effettivo della trasparenza. È di tutta evidenza, infatti, che le Pa sono soffocate dalla trasparenza al punto da rispettarla solo in minima parte. Qui il Rapporto.

UTILIZZO DEL SISTEMA AVCPASS PER LA VERIFICA DEI REQUISITI TRA LUCI E MOLTE OMBRE
Avviato il sistema AVCpass come previsto dalla Deliberazione n. 111 del 20 dicembre 2012. Sul sito dell’Avcp sono disponibili per operatori economici e stazioni appaltanti una serie di servizi e strumenti: manuali per l'utilizzo del sistema, il testo della Delibera aggiornata e integrato oltre al Comunicato del Presidente. Nonostante l'obbligo vigente  però le stazioni appaltanti registrate sulla piattaforma informatica sono finora solo poche decine e tutto ciò lascia prefigurare uno scenario allarmante di contenziosi tra le imprese e le PA inadempienti non iscritte alla piattaforma informatica. Senza contare che in Gazzetta Ufficiale non si sarebbe ancora trovata traccia nelle procedure pubblicate da parte delle stesse stazioni appaltanti. Qui la sezione del sito Avcp.

Osservatorio Contratti e Appalti


 

AVCP - LA DETERMINA ENTRO IL 31.12.2013 NON BASTA: CON LA CENTRALE DI COMMITTENZA TUTTE LE GARE NON PUBBLICATE
L’entrata in vigore della disposizione del comma 3-bis dell’art. 33 del D.Lgs. n. 163/2006 e l’obbligatorietà del ricorso da parte dei piccoli Comuni alla Centrale di Committenza pone da subito una questione interpretativa della norma relativamente alle gare la cui determinazione a contrarre è stata emanata entro il 31 dicembre 2013, senza che la gara sia stata effettivamente pubblicata entro tale data.
Come chiarito nelle FAQ dall’AVCP «l’articolo 11 del decreto legislativo n. 163/06 stabilisce, al secondo comma, che ‘prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le amministrazioni pubbliche decretano o determinano di contrarre, in conformità ai propri ordinamenti’». Quindi la determina a contrarre intervenendo “prima dell’avvio delle procedure” è «un atto amministrativo di tipo programmatico con efficacia interna, rilevante solo ai fini del procedimento formativo della volontà del committente pubblico» ed ha «come unico destinatario l’organo rappresentativo, legittimato ad esprimere all’esterno la volontà dell’Ente». La disposizione del comma 3-bis dell’art. 33 del Codice dei Contratti prevede che i Comuni con popolazione non superiore ai 5000 abitanti a partire dal 1 gennaio 2014 «affidano obbligatoriamente ad un’unica centrale di committenza l’acquisizione di lavori, servizi e forniture nell’ambito delle unioni dei comuni»; ne consegue che dopo tale data, stante l’obbligatorietà del ricorso alla Centrale per l’acquisizione di lavori, servizi e forniture, la procedura debba espletarsi secondo la disposizione al momento in vigore, con necessaria modifica da parte dell’Ente della precedente determinazione e la prosecuzione delle attività attraverso il coinvolgimento della Centrale.

Notizie Flash


  

CONSIGLIO DI STATO: REGIME TRANSITORIO SULLA VALIDITÀ DELLE ATTESTAZIONI SOA
Il Consiglio di Stato con sentenza del 17/12/2013 si è pronunciato sulla validità delle attestazioni SOA rilasciate nel vigore del d.P.R. n. 34/2000 nelle categorie non variate dal d.P.R. n. 207/2010. In base al comma 12, prima parte, dell’art. 357 d.P.R. n. 207/2010, queste attestazioni conservano la loro «validità fino alla naturale scadenza prevista per ciascuna di esse», con conseguente applicabilità dell’onere di verifica triennale (imposto dall’art. 15-bis d.P.R. n. 34 del 2000, rispettivamente dall’art. 77 d.P.R. n. 207 del 2010), costituente condizione indefettibile di validità fino alla naturale scadenza del quinquennio, anche alla luce del consolidato principio giurisprudenziale, secondo cui l’impresa può sottoporsi alla verifica dopo la scadenza del termine di sessanta giorni prima della maturazione del triennio, ma in tal caso, qualora la verifica sia effettuata dopo la scadenza del triennio di validità dell’attestazione, l’impresa non può partecipare alle gare dalla data di scadenza del triennio alla data di effettuazione positiva della verifica.     

TAR: NESSUNA REVOCA DELL’AFFIDAMENTO PER DURC IRREGOLARE SE NON C’È SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO
Il Tar Sicilia, con sentenza n. 2497/13 ha stabilito che  “Non può essere considerata irregolare ai fini contributivi o assistenziali la posizione della impresa qualora sia pendente il termine per la proposizione della impugnazione o non sia, comunque, stato definito con sentenza passata in giudicato il contenzioso instaurato”. I giudici hanno infatti accolto i motivi del ricorso contro la revoca che invocava l’irrisorietà della irregolarità (pari a € 462,00 rapportate a un biennio) a fronte del consistente valore dell’appalto (€ 18.133.200,00), poiché la nozione di “violazione contributiva grave” di cui all’art. 38 del codice degli appalti contrasterebbe con i principi comunitari di proporzionalità e ragionevolezza dagli stessi enunciati e la non definitività dell’accertamento della irregolarità previsto dall’art. 38. I giudici amministrativi siciliani pur ritenendo infondato il primo motivo di ricorso relativo all’irrisorietà della violazione contributiva, ha disposto l’annullamento degli atti impugnati.

CONSIGLIO DI STATO – CON IL METODO DEL CONFRONTO A COPPIE, NON È POSSIBILE LO SCORRIMENTO AUTOMATICO DELLA GRADUATORIA
Il metodo del confronto a coppie, lungi dall'essere un criterio di selezione dell'offerta, è solo un metodo attuativo proprio del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, in virtù del quale ogni elemento qualitativo dell'offerta è oggetto di valutazione attraverso la determinazione di coefficienti all'interno di una tabella triangolare, nella quale le offerte di ogni concorrente sono confrontate a due a due e per ogni coppia di offerte ogni commissario indica l'elemento preferito (Cons. Stato, Ad. Plen. ,10 gennaio 2013, n.1 ). Il confronto a coppie esprime non già una valutazione assoluta, ma una valutazione relativa delle offerte, finalizzata a individuare quella che in raffronto con le altre appare migliore, non potendosi peraltro applicare un giudizio transitivo tra le offerte stesse. In particolare, il metodo è imperniato su una serie di distinte e autonome valutazioni di ogni offerta con ciascuna delle altre che esprime una valutazione complessiva, rappresentata dalla sommatoria delle preferenze da essa riportate rispetto a quelle ottenute dalle altre offerte, con la conseguenza che la valutazione di ciascun progetto e di ogni offerta è indicata dal totale dei punteggi attribuiti per ogni elemento posto in comparazione. Da ciò deriva che se si deve sottrarre a una impresa un punteggio illegittimamente assegnato, non è possibile operare un mero scorrimento della graduatoria, ma è necessario rinnovare il frammento di gara inficiato dalla illegittima valutazione, attraverso un riconteggio che non deve tenere in considerazione i punteggi assegnati sulla scorta dei confronti ottenuti con quest'ultima, che non doveva essere valutata.