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Newsletter - 20 marzo 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.50 del  20/03/2014

Notiziario Asmel


 

CENTRALI DI COMMITTENZA: PRASSI APPLICATIVE TRA CORTE DEI CONTI E LEGISLATORE
Su Italia Oggi del 14 marzo scorso il riepilogo normativo alla luce delle sentenze della Corte dei conti che fa chiarezza sulle Centrali di Committenza territoriali (ex art. 33, comma 3-bis del dlgs 163/2006). Tra le questioni chiarite dalla Corte dei Conti c’è stata la natura dell’accordo consortile. La dicitura “Accordo Consortile” non indica un atto istitutivo di un nuovo Consorzio (Umbria, Parere 112 del 4 giugno 2013). Infatti la gestione consortile della Centrale di Committenza non può essere confusa né con l'idea di costituire un Consorzio di funzioni tra Enti (vietato dalla legge); né con le funzioni associate fondamentali (Lazio n. 138-139 del 26 giugno 2013).Il legislatore ha ribadito di non voler sovrapporre l’obbligo delle funzioni associate con l’obbligo di centralizzazione della committenza, rigettando la proposta di emendamento che voleva equiparare l’obbligatorietà della CUC al completamento (teorico) della gestione associata delle funzioni (31/12/2014). L’accorpamento delle funzioni fondamentali è del resto ben diverso dalla razionalizzazione delle spese attraverso il ricorso alle Centrali di Committenza. In definitiva, quindi, il Milleproroghe ha tenuto separati i due processi fissando l’obbligatorietà della CUC al 30/06/2014. Qui l’articolo di Italia Oggi del 14 marzo.

GARE ON LINE PER SPENDERE I FONDI UE
Ancora su Italia Oggi il focus su come i Comuni conquistano i fondi europei con gli appalti smart. È la stessa Unione Europea a suggerire la ricetta degli appalti elettronici per realizzare «un maggior allineamento della tempistica di attuazione nazionale con quella comunitaria». Non a caso la Direttiva europea Appalti, in fase di pubblicazione sulla GUUE, impone alle Stazioni Appaltanti, singole e associate, una integrale digitalizzazione delle procedure di gara che consente di ridurre i costi e di accorciare i tempi sia nelle fasi di pubblicazione che nelle fasi di svolgimento delle gare.È pur vero che non si riscontra una effettiva volontà culturale di utilizzo dell’e-procurement soprattutto da parte di ministeri, regioni, asl, e province che, in teoria, sarebbero costrette per legge a ricorrere al mercato elettronico per numerose tipologie di acquisti. Piuttosto che denunciare l’incapacità del personale pubblico ad essere adeguatamente formato all’uso degli strumenti telematici, è troppo spesso la modalità di gestione delle piattaforme che si mostra distante dalle reali esigenze della Pubblica Amministrazione. Prova ne sia, infatti, che in controtendenza con i dati negativi dell’e-procurement pubblico (si veda l’articolo su Italia Oggi del 14 febbraio scorso), la piattaforma di committenza pubblica WWW.ASMECOMM.IT, è diventata uno strumento di gestione quotidiana delle procedure d’appalto senza alcun trauma per gli operatori dei 298 Comuni che hanno aderito alla Centrale di Committenza promossa da ASMEL e operativa da maggio 2013 grazie alla centralizzazione dei servizi di assistenza e supporto operativo garantita dalla struttura. Qui l’articolo di Italia Oggi.

Primo Piano


 

AVCP – VA SUPERATO IL SISTEMA ATTUALE DI QUALIFICAZIONE MEDIANTE SOA
In merito alla notizia dell’indagine nei confronti della Axsoa S.p.A. di Roma e di altre Soa sulle cosiddette “attestazioni trasparenti”, l’Avcp ha fornito nel corso dei mesi passati alla PG documentazione relativa ad attestazioni rilasciate in presenza di cessioni fittizie di ramo di impresa, indici di fenomeni distorsivi nel sistema di qualificazione per i lavori pubblici. L’Autorità ha messo in evidenza il fenomeno delle cessioni e degli affitti simulati di azienda e dell’utilizzo di certificati di esecuzione lavori emessi da privati, di dubbia validità, posti in essere solo al fine di conseguire la qualificazione nel più ampio numero di categorie o nelle classifiche più elevate. In quel contesto sono state evidenziate anche diverse problematiche legate all’azionariato ed all’organico delle Soa, in diversi casi non proporzionato all’effettiva attività di attestazione, ribadendo l’esistenza, già in passato più volte denunciata dell’ulteriore fenomeno distorsivo legato all’abuso dell’attività promozionale, svolta per il tramite di soggetti esterni all’organico delle Soa e, quindi, sottratti per legge a ogni possibilità di controllo, in alcuni casi con la finalità di determinare il passaggio di ‘pacchetti’ di imprese da una Soa all’altra. Qui il comunicato stampa dell’Avcp.

PER IL MINISTRO LUPI L'AVCP VA CAMBIATA, PER COTTARELLI ANDREBBE DIRETTAMENTE SOPPRESSA
Si profilano notevoli cambiamenti per l'Agenzia per la vigilanza dei contratti pubblici. Non a caso, nel corso dell’audizione tenuta preso la commissione parlamentare della Camera dei Deputati sui lavori pubblici il ministro Lupi, nel parlare dell’Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici, ha evidenziato la necessità, in questa specifica fase, di trasferirne le competenze in parte all’interno del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed in parte nell’AGCM, consentendo in tal modo un contenimento dei costi ed una diretta correlazione tra procedure contrattuali ed interventi infrastrutturali. Le motivazioni addotte alla base di questa futura scelta sono in primo luogo il prossimo arrivo delle tre nuove direttive comunitarie che impongono una rilettura del Codice degli Appalti. Analogamente, gli interventi in project financing si rende necessaria una struttura centrale di coordinamento e di supporto alle stazioni appaltanti, che deve essere dotata non solo di funzioni di standardizzazione e promozione, ma anche di valutazione preventiva, selezione e ammissione delle proposte alle fasi successive dell’iter e non può che essere collocata, secondo Lupi,  presso il Ministero competente alla regia dello sviluppo infrastrutturale del Paese. Quasi in contemporanea, ma al Senato, il Commissario per la spending review Cottarelli andava giù ancora più duramente, inserendo l'Avcp in un elenco di agenzie, alla pari del Cnel, direttamente da "sopprimere" per ricavarne un risparmio di 600 milioni nel prossimo triennio. Qui il video dell’audizione del Ministro Lupi sulle linee programmatiche del suo dicastero tenuta presso la commissione parlamentare della Camera dei Deputati.

SUA CASERTA: UN PASSO AVANTI, ANZI  INDIETRO
I Comuni del casertano in diverse occasioni hanno puntato il dito contro i ritardi della Stazione Unica Appaltante Provinciale. Nel corso di un incontro ufficiale, ai massimi livelli, a conclusione della verifica del primo anno di operatività della SUA, viene annunciato un generale processo di rafforzamento della struttura e una completa reingegnerizzazione dei processi espletati dall'Organismo, al fine di accelerare al massimo le procedure di gara senza, tuttavia, abdicare alle esigenze di trasparenza, legalità e imparzialità che hanno presieduto alla istituzione dell'Organismo. E questo è il passo avanti. Contemporaneamente, anzi nello stesso comunicato stampa, la Sua di Caserta deve annunziare che, nelle more della riorganizzazione in atto, che prevede tra l'altro il raddoppio delle commissioni di gara e la digitalizzazione delle attività, sarà consentito ai Comuni che ne facciano richiesta e per i progetti particolarmente urgenti riconducibili ai finanziamenti FESR (cioè tutti), di procedere all'espletamento diretto della gara onde evitare il rischio che i finanziamenti decadano per ritardi nell’espletamento delle gare.

VIA LIBERA UE ALLA FATTURAZIONE ELETTRONICA NEGLI APPALTI PUBBLICI
Sono previsti risparmi per 2,3 mld di euro dopo il via libera dal Parlamento Ue alla direttiva europea sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. Il ricorso alla fatturazione elettronica può generare notevoli risparmi e facilitare la vita sia ai governi che alle migliaia di imprese che operano nel mercato interno. La Ue stima, ad esempio, che con il passaggio dalla carta alla fatturazione interamente automatizzata i costi del ricevimento di una fattura passeranno da 30-50 euro a 1 euro, senza contare che migliorerà l'interoperabilità tra i diversi sistemi di fatturazione elettronica, principalmente nazionali, eliminando l'incertezza giuridica e l'eccessiva complessità. La direttiva della Commissione europea a questo punto dovrà solo essere ratificata formalmente dal Consiglio e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea per essere recepita dagli Stati membri. Qui il Parere del Comitato economico e sociale europeo.

Osservatorio Contratti e Appalti


 

GARE CARTACEE: DITTE ESCLUSE PER AVER “DIMENTICATO” LA CARTA DI IDENTITÀ
Il 18 marzo scorso il TAR CAMPANIA, SEZ. III, con sentenza n. 1562, ha ribadito che nel caso di presentazione delle offerte in modalità cartacea sussiste la necessità dell’allegazione del documento di identità all’offerta presentata. Se infatti nel caso delle procedure telematiche la firma digitale libera dall’onere della produzione dal parte del legale rappresentante del proprio documento (cfr. Osservatorio Appalti e Contratti del 14/03/2014), ciò non può ammettersi per le procedure cartacee in quanto «nell’ambito della semplificazione documentale introdotta dalla legge sull’autocertificazione, l’allegazione della fotocopia del documento d’identità del dichiarante costituisce una formalità minima indefettibile, e ciò sia a fini di autoresponsabilità (in relazione alla comminatoria penale riconnessa al caso di dichiarazione mendaci), sia a fini di idonea riferibilità della dichiarazione al soggetto che la produce.». - Si veda, su tutti,Cons. Stato, sez. V, 26 marzo 2012, n. 1739 - Non può valere ad ovviare a tale carenza il potere di soccorso dell’amministrazione che, come è noto, può validamente intervenire solo per integrare o chiarire produzioni incomplete o poco chiare, ma non anche per sopperire alla mancata produzione di un documento essenziale, ciò che si tradurrebbe d’altra parte in un’inammissibile violazione della par condicio della procedura selettiva. L’esperienza della Centrale di Committenza ASMEL attraverso le procedure indette dagli Enti sul portale ASMECOMM  ha evidenziato come la firma digitale nelle gare d’appalto risulti per l’Autorità di Gara uno strumento importante di semplificazione che libera la stessa da rischi interpretativi forieri spesso di ricorsi. 

Notizie Flash


   

GOVERNO: NEL JOB ACT LA SMATERIALIZZAZIONE DEL DURC
Tra le misure approvate dal Consiglio dei ministri nell’ambito del “Jobs act” vi è, in particolare, la semplificazione (smaterializzazione) sul Documento unico di regolarità contributiva (Durc). Il decreto legge, con disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese, approvato su proposta del presidente Renzi e del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, tende a modernizzare l’attuale sistema che impone ripetuti adempimenti burocratici alle imprese. Per dare un’idea della rilevanza del provvedimento, Palazzo Chigi ricorda che nel 2013 i DURC presentati sono stati circa 5 milioni. Qui il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri.

CATEGORIE SPECIALISTICHE: TORNA L’OBBLIGO DI SUBAPPALTO
Il Consiglio dei Ministri ha “approfittato” del decreto legge per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi economica, non ancora pubblicato in gazzetta, per inserire l’ennesima norma-tampone per le categorie specialistiche  con un articolo rubricato come “Disposizioni urgenti in materia di qualificazione degli esecutori dei lavori pubblici” in base al quale il Governo avrà dodici mesi di tempo dall'entrata in vigore del decreto per trovare una soluzione definitiva alla cancellazione degli articoli 109, comma 2 e 107, comma 2 del regolamento appalti (Dpr 207/2010) decisa dal Consiglio di Stato con il parere reso operativo dal Dpr 30 ottobre 2013.

LA PRESENTAZIONE DI UNA SOLA OFFERTA NON INVALIDA LA GARA
È stata dichiarata illegittima dal TAR Piemonte  la decisione di un Ente di non aggiudicare una gara di appalto peril solo fatto che era rimasta in gara un’unica offerta e, pertanto, non si poteva procedere ad  un confronto concorrenziale.Anche se la stazione appaltante, nel bando, testualmente, si sia "riservata di aggiudicare la gara anche in caso di presentazione di un’unica offerta, così come di non aggiudicare la procedura", l'unica offerta deve essere in concreto valutata dalla commissione giudicatrice. Il TAR si è pronunciato infatti contro l’annullamento della gara affermando che il provvedimento con il quale l’Ente ha deciso di interrompere la procedura di gara e non aggiudicare l’appalto è affetto da carenza d’istruttoria e di motivazione e va annullato.Qui la sentenza n.449/2014.

OFFERTA CON UTILE PARI A ZERO: ILLEGGITIMA L’AGGIUDICAZIONE
In presenza di una offerta con un margine lordo (utile) pari a zero è illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto. La nullità dell’utile rende l’offerta inaffidabile ed inattendibile infatti, anche se non è possibile fissare una quota di utile rigida al di sotto della quale la proposta dell'appaltatore debba ritenersi inadeguata, l'offerta deve tuttavia risultare seria e non animata dall'intenzione di trarre lucro dal futuro inadempimento delle obbligazioni contrattuali. Ciò detto anche se in presenzadi offerta proveniente da una A.T.I. composta da cooperative sociali ONLUS che, in base alle leggi vigenti, non possono avere scopo di lucro. Qui la sentenza TAR Puglia n. 347 del 14 marzo 2014.

CONSIGLIO DI STATO – ELASTICITÀ NEI CRITERI DI SCELTA DEI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI
I componenti di una Commissione non devono aver svolto né possono svolgere alcuna altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta, mirando l'incompatibilità a garantire l'imparzialità dei commissari di gara che abbiano svolto incarichi relativi al medesimo appalto, ad es. incarichi di progettazione, di verifica della progettazione, incarichi di predisposizione della legge di gara e simili e non incarichi amministrativi o tecnici genericamente riferiti ad altri appalti. Nel caso specifico oggetto di sentenza del Consiglio di Stato, però, una specifica nomina di un Commissario con caratteristiche non in linea con quanto appena detto, si giustifica per l’assoluta impossibilità di conferire l’incarico ad un funzionario dell’Amministrazione, atteso che quest’ultima dispone solo di tre dirigenti tecnici, di cui uno nominato come componente della commissione e gli altri due impegnati nell’elaborazione degli atti preparatori della gara e nel controllo dell’esecuzione della stessa. L’ottavo comma dell’art. 84  stabilisce che i commissari diversi dal Presidente sono selezionati fra i funzionari della stazione appaltante ma anche che, in caso di accertata assenza nell'organico di adeguata professionalità, nonché negli altri casi previsti dal regolamento in cui ricorrono esigenze oggettive e comprovate, sono scelti tra i funzionari di amministrazioni aggiudicatrici ovvero con un criterio di rotazione tra gli appartenenti alle categorie di: a) professionisti, con almeno dieci anni di iscrizione nei rispettivi albi professionali, nell'albo di un elenco, formato sulla base di rose di candidati fornite dagli ordini professionali; b) professori universitari di ruolo, nell'ambito di un elenco, formato sulla base di candidati forniti dalle facoltà di appartenenza. E’ evidente che la norma mira a disciplinare la nomina di membri esterni secondo un criterio imparziale. In particolare, si sforza di conciliare i principi di economicità, di semplificazione e di snellimento dell'azione amministrativa con quelli di trasparenza, efficacia ed adeguatezza, obiettivizzando, per quanto possibile, la scelta dei componenti delle commissioni, così sottraendola a possibili elementi di eccessiva discrezionalità o di arbitrio dell'amministrazione aggiudicatrice che possano pregiudicarne proprio la trasparenza e l'imparzialità per cui la nomina in sentenza non sembra violare il valore precettivo della disposizione. Qui la sentenza n. 942/2014.