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Newsletter - 21 novembre

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.36  del  21/11/2013

Notiziario Asmel


 

AD AGEROLA IL PRIMO GRUPPO DI LAVORO SULLE GARE ON LINE
Arriva direttamente dalla penisola sorrentina un forte stimolo al confronto tra gli enti aderenti alla Centrale di committenza consortile Asmel, con lo scopo di analizzare, partendo da situazioni e casistiche reali, in gruppi operativi e ristretti i vantaggi e le criticità riscontrate nelle procedure telematiche, in modo da consentire un continuo miglioramento delle modalità di scambio tra i Comuni e la Centrale stessa. Si terrà, dunque, presso il Comune di Agerola il primo di una lunga e già programmata serie di incontri con il gruppo di lavoro che opera quotidianamente nell’ambito della Centrale di committenza. Sono già programmati, infatti, gruppi operativi nelle diverse province campane e nello specifico a Pratola Serra, San Gregorio Matese, Solopaca, Auletta, Ceraso e Piana di Monte Verna. Va sottolineato positivamente che gli incontri sono fortemente voluti dalle Amministrazioni comunali, in previsione anche della prossima scadenza del 1 gennaio 2014, quando la norma imporrà l’obbligatorietà del ricorso alla Centrale di committenza per tutti i comuni al di sotto dei 5000 abitant, e per questa ragione, i Sindaci hanno voluto aprire i gruppi di lavoro anche agli altri comuni aderenti del comprensorio. Leggi qui la lettera di invito del Sindaco di Agerola.

Osservatorio Appalti e Contratti


 

PREZZO PIÙ BASSO: IL CAOS DEL COSTO DELLA MANODOPERA
L’entrata in vigore a fine agosto dell’ art. 32, comma 7-bis, del Decreto Legge n. 69/2013 (c.d. Decreto del Fare) ha creato notevoli difficoltà alle P.A. che avevano in programma l’indizione di gare d’appalto subito dopo la pausa estiva.
Il nuovo comma 3-bis dell’art. 82 del D.Lgs. n. 163/2006 ha modificato il valore da porre a base di gara nel caso di un’offerta con il prezzo più basso. La disposizione normativa, infatti, prevede che: “il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Ciò ha comportato la necessità in capo alle Stazioni Appaltanti di modificare i quadri economici di progetto al fine di procedere all’indizione delle nuove gare, tanto negli appalti di lavori che di servizi.
La norma ha sostanzialmente riproposto, sebbene limitatamente alle procedure di gara le cui offerte sono valutate con il prezzo più basso, la vecchia formulazione dell’art. 81 comma 3-bis, introdotta dalla legge n. 106/2011, che fissava lo stesso principio indifferentemente sia per le gare con offerta con il prezzo più basso che per quelle con offerta economicamente più vantaggiosa. Allora, dopo diversi tentativi di fare chiarezza, preso atto delle innumerevoli difficoltà applicative, il Legislatore decise per l’abrogazione della norma, soluzione che viene richiesta anche per la nuova formulazione. Come è stato rilevato da più parti, occorre tener conto infatti non solo dei disagi nel breve periodo, ma soprattutto della difficoltà oggettiva di calcolare “a monte” l’incidenza dei costi di personale fortemente condizionati sia dall’organizzazione dell’impresa in sede di esecuzione dell’appalto, sia dalla stessa disciplina contrattuale applicata su cui incide anche la registrazione territoriale dell’azienda.
Tuttavia in queste settimane la Centrale di Committenza Asmel Consortile ha potuto verificare come i Comuni, nella necessità di intervenire sulle gare in pubblicazione sia nel settore dei lavori pubblici che dei servizi, abbiano due diverse strade: la prima, quella di modificare il quadro economico a base di gara utilizzando come parametro per lo più i prezzari regionali; la seconda, laddove le caratteristiche dell’appalto lo rendevano opportuno, quella di applicare alle procedure di gara il sistema ex art. 83 (Offerta economicamente più vantaggiosa) lasciato immune dalla nuova disposizione normativa.

Primo Piano


 

GESTIONI ASSOCIATE OBBLIGATORIE A RISCHIO DI INCOSTITUZIONALITA’
Dal 1° gennaio 2014, sulla base di quanto previsto dal Dl 78/2010 e dal Dl 95/2012, scatterebbe per gli enti sotto i 5mila abitanti l'obbligo di gestire in forma associata nove funzioni fondamentali su dieci lasciando ai Comuni la sola scelta di optare per uno dei due moduli ammessi: l'unione o la convenzione, ma, alla vigilia di questo appuntamento, i Comuni sono tutti in attesa che la Corte costituzionale si pronunci il prossimo 3 dicembre. Infatti l’obbligo delle gestioni associate non è mai stato digerito neppure dalle regioni che hanno inondato di ricorsi la Consulta lamentando la violazione delle proprie prerogative in materia di ordinamento degli enti locali. Nel frattempo il parlamento sta lavorando per approvare una norma che rinvii di un anno la scadenza prevista. Anche sulla base delle sollecitazioni dell’Ancpi, che hanno avuto ascolto nell’ambito della Commissione Affari costituzionali della Camera, è stato presentato un progetto di legge che è stato successivamente “abbinato” al progetto di legge più ampio e sorretto dalla maggioranza in materia di “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”. Prescinde completamente da queste valutazioni l’obbligo di utilizzo della Centrale unica di committenza per i mini-enti sempre dal 1 gennaio prossimo, anche perché, come ribadito recentemente dalla Corte dei conti del Lazio con deliberazione n. 138/2013, l’acquisto di lavori servizi e forniture è attività strumentale rispetto alle funzioni fondamentali, ma non rappresenta una funzione fondamentale essa stessa.

CHI PROGETTA L’OPERA PUÒ PARTECIPARE ALLA GARA PER REALIZZARLA
Via libera in Consiglio dei Ministri alla Legge Europea 2013 bis che modifica l’articolo 90 comma 8 del Codice Appalti, affermando che il professionista che ha partecipato alla progettazione correlata alla predisposizione di un appalto non potrà più essere escluso dalla gara, se dimostra che l’esperienza acquisita nello svolgimento degli incarichi di progettazione non determina un vantaggio tale da falsare la concorrenza con gli altri operatori. Fino ad oggi, invece, il professionista che si era aggiudicato la progettazione di un’opera da realizzare attraverso una gara d’appalto, non poteva partecipare alla stessa gara per costruirla. Il limite è stato da sempre giustificato come tutela della concorrenza, che verrebbe meno se il progettista fosse a conoscenza di informazioni tali da agevolarlo nella selezione.

È NECESSARIA LA FORMA SCRITTA PER I CONTRATTI PROFESSIONALI CON LA P.A.
Per il contratto d'opera professionale, quando ne sia parte committente una P.A., è richiesta la forma scritta "ad substantiam", che è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse sia del cittadino, sia della collettività, agevolando l'espletamento della funzione di controllo, e, per tale via, espressione dei principi di imparzialità e buon andamento della P.A. posti dall'art. 97 Cost. In tal senso si è espressa la Cassazione, con la sentenza n.24679/2013, nel dirimere una controversia tra dei professionisti ed una amministrazione comunale.

POSSIBILE IL RILASCIO DEL DURC QUANDO C’È CERTIFICAZIONE DEI CREDITI
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha fornito, con la circolare n. 40/2013, dei chiarimenti in merito al Decreto 13 marzo 2013 con cui si sono disciplinate le modalità di attuazione dell’art. 13 bis, comma 5, del D.L. n. 52/2012 (conv. da L. n. 94/2012), il quale prevede la possibilità di rilasciare il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) “in presenza di una certificazione (…) che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”.

IL PERMESSO A COSTRUIRE RILASCIATO ANCHE IN MANCANZA DI UN PIANO ATTUATIVO
Il permesso a costruire può essere rilasciato anche in assenza di un piano attuativo se risulta che il lotto del richiedente è l’unico a non essere stato edificato e che si trova in una zona già edificata e dotata delle opere di urbanizzazione necessarie. Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 5251/2013, ha ribadito che il diniego di un permesso a costruire è quindi illegittimo se fondato sull’assenza del piano attuativo e se il Comune non ha valutato l’effettiva incidenza del nuovo insediamento su un’area che risulta già urbanizzata.

APPALTO LAVORI RETE IDRICA DEL COMUNE: SI AGLI INGEGNERI, NO AGLI ARCHITETTI
La direzione dei lavori per l’adeguamento della rete idrica del Comune, rientrante tra le opere idrauliche, non può essere aggiudicata ad un architetto, bensì ad un ingegnere. Questo perché la rete idrica non fa parte della c.d. edilizia civile, che prevede la partecipazione degli architetti. È ciò che afferma il Tar Puglia, con la sentenza n. 1270/2013, accogliendo il ricorso dell’Ordine degli Ingegneri che erano stati esclusi dall’appalto.E’ infatti la legge stessa a disciplinare tale distinzione, ed in particolare il d.lgs. 129/92, che agli articoli 1 e 2 ha attribuito una specifica riserva a favore degli ingegneri sulla progettazione di opere viarie non connesse con opere di edilizia civile; una riserva che nessun regolamento del Comune può derogare. 

Notizie Flash


  

PARAMETRI GARE DI PROGETTAZIONE: MANCA SOLO OK DELLA CORTE DEI CONTI
Il Decreto Parametri bis  è stato, finalmente, siglato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  e dal Ministro della Giustizia ed è adesso all'attenzione della Corte dei Conti che deve registrarlo, previa verifica di legittimità, prima di inviarlo alla Gazzetta Ufficiale per la successiva pubblicazione ed entrata in vigore. A distanza di quasi due anni dall’approvazione da parte dei due Ministeri competenti, il testo definitivo inviato alla Corte dei Conti per la registrazione contiene alcune modifiche introdotte dopo l’ultimo parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. 

TAVOLO TECNICO SULLE PROFESSIONI: SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA E INCENTIVI
INARSind, il Sindacato degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti, ha avanzato al Ministro della funzione pubblica una serie di proposte in materia di semplificazione normativa. L’obiettivo è una definizione univoca e chiara del “professionista”, ma anche la possibilità che agli uffici tecnici delle Pubbliche Amministrazioni sia dedicato l’incentivo del 2%, già oggi previsto dalla normativa, non allo scopo di rafforzare la progettazione interna, bensì per premiare i risultati legati alle prestazioni di pianificazione, programmazione e controllo. 

PREVALE IL VINCOLO PAESAGGISTICO SULLE VALUTAZIONI URBANISTICHE
Le valutazioni di carattere paesaggistico sono prevalenti, e comunque indipendenti, rispetto a quelle di carattere urbanistico. È infatti recepito in giurisprudenza il principio in cui la compromissione della bellezza naturale ad opera di preesistenti realizzazioni, anziché impedire, maggiormente richiede che nuove costruzioni non comportino ulteriore deturpazione dell’ambito protetto. Nel caso specifico in merito alla costruzione di una serra, il Consiglio di Stato, come sottolinea nella sentenza n. 5273/2013, non ha condiviso il giudizio del Tar che lasciava intendere che, in ragione del degrado della zona, l’autorizzazione alla costruzione non poteva essere negata.