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LA SCADENZA DEI TERMINI NON RENDE L’ATTO SOPRAVVENUTO DI PER SÉ INVALIDO

LA SCADENZA DEI TERMINI NON RENDE L’ATTO SOPRAVVENUTO DI PER SÉ INVALIDO
Non può ritenersi illegittimo un diniego di concessione edilizia per effetto di  "un comportamento illegittimo" dell’amministrazione, consistito nell’abnorme durata del procedimento, ed in particolare dell’atteggiamento inerte tenuto da quest’ultima successivamente al rilascio del parere favorevole da parte della Commissione edilizia; infatti, come sottolineato dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 4980/2013,  il mancato rispetto del termine per la conclusione del procedimento non vizia l’atto conclusivo sopravvenuto alla scadenza di questo. La scadenza dei termini non priva l’Amministrazione del dovere di curare l’interesse pubblico, né rende l’atto sopravvenuto di per sé invalido, ma può comportare responsabilità patrimoniale in caso di violazioni.