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Newsletter - 22 maggio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.58 del  22/05/2014

Notiziario Asmel


 

IL MINISTRO NENCINI RACCOGLIE LA PROPOSTA ASMEL: PER GLI APPALTI, SÌ AL MODELLO ANGLOSASSONE
La proposta shock del Presidente ASMEL Francesco Pinto smuove il governo. Quella che in un primo momento era sembrata ai più una semplice provocazione, l’abolizione del Codice degli Appalti e la diretta applicazione delle nuove Direttive, scritte in italiano fluente e già tradotte in inglese, è stata raccolta dal vice ministro alle Infrastrutture che ha dichiarato “la vigente normativa è eccessivamente lunga, dettagliata, di difficile interpretazione ed attuazione e scoraggia investimenti e concorrenza” dichiarandosi favorevole al modello anglosassone snello e fluido per disciplinare il settore. Gli ha fatto eco il direttore generale del Ministero, Benardette Veca, in un incontro a Bologna: “Le nuove direttive europee sono un’occasione imperdibile per rivoluzionare l’intero assetto, non basta un semplice maquillage”.
Come evidenziato da Pinto nel corso del forum annuale di ASMEL svoltosi lo scorso 9 maggio a Napoli presso la sede del Tar Campania, le gare telematiche garantiscono da sé tracciabilità, semplicità e snellezza, come dimostra la stessa esperienza della piattaforma ASMECOMM che consente a centinaia di Enti presenti in 12 diverse Regioni italiane di operare con efficienza e trasparenza mediante l’applicazione di “buone pratiche” e dell’e-procurement. Qui l’intervista al Presidente Asmel e la pagina di Italia Oggi del 16 maggio.

EMENDAMENTI AL DL 66/2014: PER LE CENTRALI CHIESTA LA DEROGA PER GLI AFFIDAMENTI DIRETTI
Si sono riunite il 20 maggio le commissioni Bilancio e Finanze del Senato per esaminare le proposte di modifica presentate al dl 66/2014 che come noto, contiene, tra l’altro, la sostanziale riformulazione dell’art. 33 comma 3-bis del Codice degli Appalti con la previsione dell’obbligatorietà del ricorso alla Centrale di Committenza da parte di tutti i Comuni non capoluogo. Tale novità apportata dal DL 66/2014 di fatto fa propri gli indirizzi della nuova Direttiva Appalti 2014/24/UE e delle esigenze di semplificazione dei centri d’acquisto prevista dal Piano Cottarelli. Tra gli emendamenti, la maggior parte dei quali, ad onor del vero, in contrasto con la stessa finalità della norma, c’è il ripristino della deroga alla centralizzazione per le procedure di affidamento diretto ai sensi dell’art. 125, commi 8 e 11 del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m. e i  Entro il prossimo 25 giugno andrà convertito in legge il Decreto che, salvo modifiche, prevede che i Comuni non capoluogo per bandire le gare debbano ricorrere a uno dei soggetti aggregatori, ovvero a centrali di committenza il cui ambito sia abbastanza ampio da creare massa critica. Tale riforma degli appalti riconosce piena validità al modello di Centrale di Committenza nazionale promosso da ASMEL (1.862 enti locali associati) e operativo da maggio 2013 in 12 Regioni d’Italia attraverso la piattaforma telematica www.asmecomm.it. Gli associati possono realizzare gare sopra e sotto soglia comunitaria tramite tutte le procedure previste dalla normativa vigente, sia tradizionali che telematiche, in completa autonomia, ovvero delegando alla Centrale parte o tutto l’iter per l’espletamento delle procedure di gara. Un modus operandi che si è affermato anche tra forme associative (centrali unionali, uffici tecnici associati, ecc) e Comuni medio-grandi e che consente notevoli vantaggi in termini di celerità e trasparenza della procedura, senza, tra l’altro, caricare l’Ente di costi aggiuntivi. Per info e chiarimenti scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 

Primo Piano


 

SANTORO (AVCP): ILLEGITTIMI REQUISITI DI FATTURATO E ORGANICO PER LE GARE DI PROGETTAZIONE
Il presidente dell’AVCP, relatore al Forum ASMEL 2014 tenutosi il 9 maggio al TAR Campania, conferma il no a requisiti di gara troppo restrittivi per i progettisti e anticipa che il chiarimento sui criteri di accesso alla gare di progettazione arriverà con la determinazione sulle procedure di affidamento degli incarichi professionali. Rispetto alla contraddizione che emerge tra il codice appalti (articolo 41, comma 2) e l'articolo 263 del regolamento appalti (Dpr 207/2010) sulla possibilità o meno di richiedere requisiti di fatturato ai professionisti, per Santoro è la norma del codice ad avere la preminenza. «Verrà messo in rilievo che le stazioni appaltanti dovranno applicare l'art. 41 comma 2 del codice, secondo cui sono illegittimi i criteri che fissano senza congrua motivazione limiti di accesso connessi al fatturato aziendale». Dunque, a breve ci sarà lo stop alla richiesta di requisiti di fatturato in modo automatico. Ogni richiesta di questo tipo dovrà essere ben motivata e giustificata con la particolarità dell'incarico.

CONTRIBUTO SULLE GARE PER IL 2014 SENZA AUMENTI
Pubblicata il 17 maggio in Gazzetta, la delibera dell’Autorità di Vigilanza sul contributo dovuto, in sede di gara, da stazioni appaltanti, operatori economici e organismi di attestazione. Per i contributi, l'Autorità ha confermato, per l'anno 2014 gli stessi importi già previsti negli anni precedenti Qui la delibera in Gazzetta nr. 113 del 17/5 e le istruzioni su pagamento e rilascio del CIG.

ED È LEGITTIMO IL  CONTRIBUTO SULLE GARE DA PARTE DEI COMUNI
Il Tar del Lazio si è pronunciato sulla legittimità di una deliberazione dell’AVCP nella parte in cui assoggetta alla contribuzione per le gare anche gli Enti locali a seguito di un ricorso presentato dal Comune di Genova. I giudici hanno concluso che tutti i soggetti vigilati dall’Autorità (anche gli enti pubblici territoriali in forza dell’art. 32 comma 1 del d.lgs. 163/2006 in combinato disposto con l’art. 6, comma 7 lettera a), sono tenuti al contributo nel momento in cui decidono di presentare un’offerta in una procedura di gara finalizzata alla realizzazione di opere pubbliche. L’attività di vigilanza si estrinseca in un controllo sulla regolarità delle procedure di gara e la ragione del contributo consiste proprio nella funzione di controllo, da cui deriva la ragionevolezza della scelta di legare il pagamento del contributo alla presentazione dell’offerta per quanto concerne gli operatori economici e alla indizione della procedura di gara per quanto concerne le stazioni appaltanti, tra cui sono evidentemente inclusi gli enti locali. Qui la sentenza del Tar Lazio nr. 5150/2014

BANDO FONDI EUROPEI: ESCLUSO IL COMUNE CHE NON HA USATO LA PEC PER LA TRASMISSIONE DEI DOCUMENTI
Bocciato dal Consiglio di Stato un Comune escluso da una procedura indetta dalla propria Regione in quanto non aveva inviato i documenti richiesti, alcuni, in copia conforme via Pec. A detta del Comune, l’imposizione dell’invio rappresentava un inutile aggravio amministrativo e una compressione del principio di massima partecipazione al procedimento. Per i Giudici, invece, le procedure informatiche rappresentano un risparmio e se il bando le richiede devono essere usate «mediante la modalità informatica di presentazione dei documenti atti a comprovare il rispetto delle suddette caratteristiche produce un indubbio risparmio di oneri formali e di costi, derivante dalla mancata produzione di tante copie quante sono le ripartizioni amministrative impegnate nell’istruttoria, nonché di qualità e tempi dell’istruttoria, grazie alla possibilità di esame congiunto della documentazione in luogo della trasmissione interna della stessa tra gli uffici deputati all’istruttoria. Ne consegue che, lungi dal palesarsi illogica, la norma di lex specialis in contestazione risulta invece coerente con gli obiettivi di efficacia ed economicità dell’azione amministrativa sanciti dall’art. 1, comma 1, l. n. 241/1990, senza al contempo determinare alcuna aggravio ingiustificato o sproporzionato nei confronti delle amministrazioni proponenti.». Qui la sentenza del consiglio di Stato 1424/2014.

CONTRATTO DI LOCAZIONE DI OPERA FUTURA È APPALTO PUBBLICO DI LAVORI
Deve essere qualificato come "appalto pubblico di lavori" ai sensi dell'art. 1, lett. a), della dirett. 93/37/CEE il contratto di locazione di un'opera futura (progetto di creazione della nuova cittadella della giustizia di Bari). Lo afferma l’avvocato generale presso la Corte di Giustizia nelle sue conclusioni nella causa C-213/13 del 15 maggio 2014. L’elemento determinante ai fini della qualificazione di un appalto è costituito dall’oggetto principale di quest’ultimo e non dall’importo del corrispettivo dell’imprenditore o dalle modalità di pagamento di quest’ultimo. La circostanza che il pagamento del canone annuale non copra integralmente i costi di realizzazione dell’opera non può in nessun caso modificare la natura onerosa del contratto e quindi, portare a negare l’esistenza di un appalto pubblico di lavori. Secondo l’A.G. ne consegue che l’appalto non può essere compreso fra i contratti esclusi dall’applicazione della disciplina di evidenza pubblica secondo l’art. 16 della direttiva 2004/18/CE. Qui le Conclusioni dell'Avvocato Generale 15 maggio 2014, n. C-213/13

FINANZIAMENTI PUBBLICI: QUALE È IL TAR COMPETENTE?
Con una recente pronuncia il Tar Lazio è torna sulla questione della competenza territoriale in materia di finanziamenti pubblici. Sebbene il criterio ordinario sia quello della sede dell’autorità amministrativa, in tutti i casi in cui gli effetti diretti dell’atto si esplichino esclusivamente nell’ambito territoriale di un tribunale periferico, si applica il criterio della “efficacia spaziale”. In questo caso, quindi, la competenza spetta al tribunale nella cui circoscrizione tali effetti si verificano, anche nell’ipotesi in cui il provvedimento sia stato adottato da un organo centrale dell’amministrazione statale che abbia sede nell’ambito della circoscrizione di altro tribunale territorialeIl TAR ha ribadito, pertanto, il principio fissato dal Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 4 del 4 febbraio 2013 «detta soluzione normativa ed esegetica, si appalesa in linea con il più recente orientamento volto a privilegiare, anche in ragione delle possibili connessioni tra diversi giudizi, il criterio incentrato sull’ambito territoriale di efficacia del potere esercitato». Qui la sentenza 3942/2014.

Osservatorio Contratti e Appalti


   

SE NON CI SONO DUBBI SULLA SEGRETEZZA DELL’OFFERTA, PREVALE L’ASPETTO SOSTANZIALE
Con Sentenza n. 152 del 15 maggio 2014, il TAR EMILIA ROMAGNA - PARMA, SEZ. I ha dichiarato illegittima l’esclusione di una ditta nel caso in cui l’offerta presentata, sebbene priva di alcune firme sulle buste interne ai plichi, non ledeva il principio dell’integrità e segretezza dell’offerta. Il bando di gara prevedeva, a tutela del principio di segretezza delle offerte, che l’offerta, a pena di esclusione, dovesse «essere presentata in un unico plico, contenente le altre buste, chiuso e sigillato mediante l’apposizione di timbro e firma sui lembi di chiusura, riportante all’esterno le indicazioni di rito, e che ciascuna delle tre buste a sua volta, a pena di esclusione, (dovesse) essere chiusa e firmata sui lembi di chiusura» a conferma dell’autenticità della chiusura originaria. Nel caso trattato, la busta "B", contenente l’offerta tecnica, è risultata priva della firma sui lembi di chiusura e l’Autorità di Gara ha disposto l’esclusione della ditta. Il TAR, accogliendo il ricorso, ha stabilito che «tale irregolarità formale, in difetto di elementi tali da far dubitare della integrità dei plichi e della sigillatura degli stessi, non è idonea, di per sé, a determinare la compromissione della segretezza dell’offerta tecnica, e, pertanto, rende illegittima l’esclusione, in quanto disposta sulla base di un vizio meramente formale ma incapace, nella sostanza, di arrecare un vulnus al principio di segretezza delle offerte». In alcune procedure di gara esperite dai Comuni aderenti alla Centrale ASMEL CONSORTILE scarl, attraverso la piattaforma ASMECOMM, si è verificato – difformemente dalle disposizioni della Lex Specialis - l’inserimento dell’offerta temporale nel plico dell’Offerta Tecnica anziché in quello dell’Offerta Economica; in tali situazioni, laddove la segretezza non era compromessa dall’errore formale, l’Autorità di gara ha proceduto a dichiarare la validità dell’offerta presentata; nei casi in cui, invece, l’offerta tempo era “aperta”, tale principio di segretezza è stato considerato violato e quindi si è disposta l’esclusione della ditta concorrente. 

Notizie Flash


    

LE INDICAZIONI NELLE GARE DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA
Il Consiglio di Stato si è pronunciato dichiarando l’illegittimità della esclusione da una gara di appalto di servizi di una ditta che ha omesso di specificare gli oneri aziendali di sicurezza distinti da quelli di sicurezza relativi ad interferenze, ove il bando non prescriva espressamente tale specificazione. È stato infatti accolto l’appello presentato dalla ditta, posto che dal disciplinare di gara e dalla modulistica ad esso allegato non risulta la necessità di specificare gli oneri aziendali di sicurezza distinti da quelli di sicurezza relativi ad interferenze; e che il giudice di primo grado ha omesso di considerare che la ditta in questione ha comunque indicato gli oneri aziendali di sicurezza nelle giustificazioni allegate alla domanda di partecipazione alla gara in una voce complessiva comprendente pure le spese generali e l’utile, per di più specificando, nel corso della procedura di gara, in via analitica - in esito a puntuale richiesta della stazione appaltante formulata nel quarto verbale di gara - la misura e la composizione degli oneri di cui trattasi: circostanza, questa, espressamente riscontrata dal seggio di gara nel suo verbale. Qui la sentenza 2517/2014.

COME DISTINGUERE TRA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E MANUTENZIONE STRAORDINARIA
A indicare i termini per i quali si può qualificare un intervento come ristrutturazione edilizia oppure quale manutenzione straordinaria ci hanno pensato i giudici del Tar Lombardia. In particolare, in riferimento a quanto previsto dal D.P.R. n. 380/2001 (art. 3, comma 1, lettere b e d), l'elemento che caratterizza la ristrutturazione rispetto manutenzione straordinaria è la prevalenza della finalità di trasformazione rispetto al più limitato scopo di rinnovare e sostituire parti anche strutturali dell'edificio. Qui la sentenza 468/2014

PER IL COTTIMO FIDUCIARIO VA TENUTO CONTO ANCHE LA DITTA “USCENTE”
Il Consiglio di Stato, relativamente ad una procedura di cottimo fiduciario, richiama la disposizione di cui all’art. 125 comma 11 del TU n. 163/2006 “per servizi o forniture di importo pari o superiore a quarantamila euro e fino alle soglie di cui al comma 9, l’affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato, ovvero tramite elenchi di operatori economici predisposti dalla stazione appaltante. Per servizi o forniture inferiori a quarantamila euro, è consentito l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento”, sostenendo che si  prevede il tendenziale criterio della rotazione e non impone, è vero, di invitare il precedente affidatario del servizio; è altresì incontestabile però, che costituisce regola di buona amministrazione quella di prendere atto della circostanza che, laddove questi richieda di partecipare non v’è ragione alcuna che legittimi l’Amministrazione a non rispondere chiarendo le ragioni del mancato invito. Qui la sentenza del CdS nr. 2501/2014

IL RICORSO ALL’AFFIDAMENTO DIRETTO VA SEMPRE MOTIVATO
Il TAR VENETO, SEZ. I con sentenza n. 633 del 14 maggio 2014 ha chiarito che «l’art. 57, 2° comma, lett. b) del D.Lgs. n. 163/2006, nel prevedere che le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara qualora "per ragioni di natura tecnica…..il contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato", riveste carattere di eccezionalità e richiede un particolare rigore nella individuazione ed apprezzamento dei presupposti che possono legittimarne il ricorso, di cui, peraltro, deve essere data adeguata motivazione nella deliberazione o determinazione a contrarre». Nel caso trattato la Giunta comunale, richiamando semplicemente una nota prefettizia in tal senso, aveva affidato in via diretta ad una ditta la concessione del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale, senza il preventivo esperimento di una procedura di evidenza pubblica. In realtà non sussistevano “ragioni di natura tecnica” tali da giustificare il ricorso a tale procedura o quantomeno non erano state affatto evidenziate ed inserite nelle motivazioni della Delibera. Qui la sentenza nr. 633/2014

ENTI LOCALI: ENTRO IL 31 MAGGIO LA CERTIFICAZIONE DELLA SPESA
Pubblicato in gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Interno dell’otto maggio per quanto riguarda la Certificazione relativa al concorso delle provincie e dei comuni alla riduzione della spesa pubblica. Allegato al Decreto vi è la tabella che riporta il valore degli acquisti di beni e servizi sostenuti nell'anno precedente, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante ricorso agli strumenti  di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. e  dalle  centrali  di committenza regionale di riferimento. Qui il modello di certificazione

SECONDA FASE PER IL PIANO SCUOLE
Il premier, con l’abituale tweet, ha fissato una nuova scadenza per il piano scuole che ha segnato il primo punto in agenda del suo operato: entro il 23 maggio i sindaci dovranno scegliere uno tra i progetti presentati e indicare l’investimento necessario al recupero dell’edificio. Gli enti dovranno indicare analiticamente: il valore complessivo del progetto, la quota di allentamento del patto di stabilità ripartita per ciascun anno del periodo 2014-2017, la quota di finanziamento statale richiesta e la quota di finanziamento eventualmente già inserita in una graduatoria esistente.  Qui la lettera inviata ai 4.400 sindaci, qui le istruzioni per la compilazioni  e qui il modulo da compilare

SOA: L’AVCP EMANA IL VADEMECUM PER REDIGERE LE ATTESTAZIONI
Con la determinazione 4/2014 pubblicata in GURI n. 114 del 19 maggio 2014, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) spiega alle Soa come redigere gli attestati di qualificazione. Tra gli elementi costitutivi dell’attestazione risaltano: la relazione sull’organizzazione aziendale, gli elaborati tecnici sull'attività di attestazione e i relativi schemi contrattuali. Inoltre, le Soa devono assicurare la provenienza della richiesta di qualificazione direttamente dall’impresa, escludendo i soggetti intermediari, la trasmissione dello schema di contratto esclusivamente all’impresa interessata, la provenienza dall’impresa del contratto firmato in originale e la  sottoscrizione del contratto solo da soggetto legittimato ad agire per conto dell’impresa. Qui la determinazione 4/2014.

CENTRO STUDI NOMISMA: LE SOA SI CONFERMANO UNO STRUMENTO EFFICACE
Dall’indagine di Nomisma sul sistema delle attestazioni Soa negli appalti pubblici emerge che l’attuale sistema di qualificazione, nonostante necessiti di correttivi, è comunque il più efficace in termini di snellimento e semplificazione delle procedure, come rilevato anche dall’AVCP (segnalazione n.3 del 2013). Infatti, il 69% delle imprese intervistate lo ritiene migliore del precedente Albo Nazionale dei Costruttori (1962-1999) e più della metà del campione (56%) dichiara che ha effettivamente contribuito a velocizzare le pratiche amministrative per partecipare alle gare. Inoltre, è emerso che il 71% delle imprese non è favorevole a un sistema in cui la funzione di qualificazione sia demandata alla stazione appaltante, in quanto ritiene che gli enti pubblici non abbiano le competenze necessarie. La Soa rappresenta quindi un sistema maturo e sostanzialmente consolidato che, nell’attuale contesto di crisi, consente anche un risparmio di spesa pubblica stimabile in almeno 75 milioni di euro l’anno.

A CIASCUNA IMPRESA LA SUA PEC
Il Ministero dello Sviluppo economico ha chiarito che le imprese societarie e individuali, non possono indicare l’indirizzo di Pec di un terzo ai fini dell’iscrizione presso il Registro delle Imprese. L’indirizzo Pec deve essere riconducibile esclusivamente e univocamente all’imprenditore stesso, nel caso in cui, pertanto, si rilevi l’iscrizione sulla posizione di un’impresa di un indirizzo Pec che non sia proprio della stessa dovrà avviarsi la cancellazione ai sensi dell’art.2191 cod.civ., previa intimazione, all’impresa interessata (o alle imprese interessate), a sostituire l’indirizzo registrato con un indirizzo di Pec proprio. Qui la circolare del 9 maggio 2014.