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ERRONEA INDICAZIONE DEL BENEFICIARIO DELLA GARANZIA PUÒ ESSERE SANATA

ERRONEA INDICAZIONE DEL BENEFICIARIO DELLA GARANZIA PUÒ ESSERE SANATA
Il Consiglio di Stato, sez. IV, con sentenza n. 4162 del 6 agosto 2013, confermando la sentenza breve resa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania – Napoli, sez. I, n. 4066/2012, si è pronunciato in merito alla tassatività delle cause di esclusione, con riferimento alla garanzia provvisoria. La stazione appaltante aveva escluso una delle concorrenti dalla gara, per avere quest’ultima prestato la garanzia provvisoria in favore della stazione unica appaltante e, non dell’ente committente, come richiesto dal disciplinare di gara a pena di esclusione. Il Tar, con la richiamata sentenza breve, si era già espresso ritenendo illegittima l’esclusione operata dalla stazione appaltante. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza sostenendo che “E’ pur vero che la garanzia provvisoria è prescrizione contemplata dall’art. 75 del codice dei contratti pubblici a corredo dell’offerta e ne costituisce parte integrante non suscettibile di adempimento postumo, pena la violazione della par condicio, tuttavia, nel caso di specie non si discorre di violazione dell’obbligo di presentazione della garanzia ma di un peculiare profilo di irregolarità, costituito dall’erronea indicazione, quale beneficiario, della stazione unica appaltante piuttosto che dell’ente committente. Trattasi di un’irregolarità non così grave da determinare l’inesistenza della garanzia (come sostenuto dall’amministrazione appaltante), non attinente a profili specificatamente previsti dalla legge, nè rientrante, in quanto tale, tra gli elementi essenziali dell’offerta; altresì scusabile in ragione del diretto e primario ruolo rivestito nella gara dal Provveditorato OO.PP., e di conseguenza sanabile a mezzo del cd potere di soccorso istruttorio di cui all’art. 46 comma 1, il quale consente, oltre ai chiarimenti, anche l’eventuale “completamento” dei documenti.