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Newsletter - 27 febbraio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.47 del  27/02/2014

Notiziario Asmel


 

SINDACI IN FUGA DALLA STAZIONE UNICA APPALTANTE DI CASERTA: IN UN ANNO E MEZZO SOLO 15 GARE, COMUNI COSTRETTI A PROCEDERE A COLPI DI PROROGHE
Sul Corriere del 20 febbraio è rimbalzata la notizia dello stallo delle procedure di gara indette dal Provveditorato alle OOPP per i Comuni della provincia di Caserta. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere attende da circa un anno e mezzo l'espletamento della gara per i parcheggi. A quello di Sessa Aurunca è stato comunicato che per le tre gare consegnate a gennaio (per il nuovo stadio, la tesoreria e una circumvallazione) bisognerà attendere almeno la fine di dicembre, se non di più. La causa dell’ingolfamento della Stazione Unica Appaltante varata nel settembre del 2012 per prevenire l'infiltrazione della criminalità organizzata sono i pochi dipendenti (15) messi a disposizione dal Provveditorato interregionale delle opere pubbliche per la Campania e il Molise. Il risultato è che delle 62 gare consegnate, solo 15 sono state definite in un anno e mezzo di lavoro secondo le cifre rese note in una riunione tenuta in prefettura, e invocata dai sindaci dei comuni aderenti costretti a concedere proroghe al limite della legalità. Tra i primi a troncare ogni rapporto operativo con la SUA vi è il Comune di Gioia Sannitica che tramite questo organismo aveva indetto una gara di appalto ma poi aveva perso il finanziamento non rispettando i tempi previsti dal progetto finanziato. E ciò ha indotto il Sindaco ad aderire alla centrale di committenza promossa da ASMEL, l’Associazione che raggruppa 1816 Enti Locali in tutt’Italia.«Meglio puntare su pluralismo e trasparenza - commenta Francesco Pinto, presidente di ASMEL. Al riguardo, inutile invocare l’ennesimo intervento legislativo. Basta applicare il Codice degli Appalti, che garantisce l’autonomia degli Enti e il pluralismo delle Stazioni appaltanti. Il Codice consente a queste ultime, quando e se ritenuto opportuno, di affidare ad altra Centrale uno o più appalti o anche semplicemente parti delle procedure di gara. L’utilizzo delle piattaforme telematiche, inoltre, garantisce la trasparenza grazie alla tracciabilità delle procedure. La Centrale di Committenza ASMECOMM,  Pinto,  da noi promossa nel 2013, opera con questi strumenti in 11 regioni d’Italia. La prima gara della rete ASMECOMM si è tenuta a Cortemilia,  piccolo Comune in Provincia di Cuneo, che per i napoletani si trova alla fine del mondo grazie a Totò. Ad oggi, il maggior numero di adesioni alla Centrale si registra ancora in Campania e Calabria, regioni ad alto tasso di infiltrazione mafiosa, ma tra gli ingressi più recenti si registra l’adesione del Comune di Clivio, ai confini con la Svizzera, e della Provincia di Savona. Con le piattaforme telematiche si concretizza, cioè, il paradigma della rete che per definizione evita i colli di bottiglia e garantisce legalità e trasparenza. Anzi, sostiene l’autonomia degli Enti Locali e promuove la competizione tra le Centrali di Committenza a sostegno dell’efficacia e dell’efficienza della loro azione. Peraltro, proprio in questa direzione si è espressa la recente Direttiva europea Appalti, approvata il 15 gennaio scorso a Bruxelles». Qui l’articolo completo oltre ai vari post sui quotidiani on line caiazzorinasce e campanianotizie.

Primo Piano


 

CODICE DEGLI APPALTI AGGIORNATO ALLA LEGGE 9/2014
Diverse e sostanziali modifiche sono state effettuate al Codice degli appalti a partire da dicembre 2013. Di seguito un elenco delle modifiche oltre al testo integrale aggiornato del decreto legislativo 163 del 2006. Il DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013 n. 145, convertito nella legge n. 9 del 2014, ha disposto la modifica dell'art. 11, comma 13, a proposito della forma dei contratti pubblici.  Le nuove date previste sono quella del 30 giugno 2014 per i contratti stipulati in forma pubblica amministrativa  e  a far data dal 1° gennaio  2015  per  i  contratti  stipulati  mediante scrittura privata. Con la stessa modifica sono definiti validi i contratti non  stipulati  in  modalità elettronica dal 1° gennaio 2013 fino alla data in cui la stipula in modalità non elettronica diventa  obbligatoria. Con lo stesso DECRETO-LEGGE è stato introdotto all’articolo 118 il nuovo comma 3-bis che consente, sempre alla stazione appaltante, anche per i contratti di  appalto  in  corso,  nella  pendenza  di  procedura  di concordato  preventivo,  provvedere  ai  pagamenti  dovuti   per   le prestazioni eseguite dall'affidatario medesimo e dai subappaltatori e cottimisti, presso il  Tribunale  competente  per  l'ammissione  alla predetta procedura. Un’ulteriore modifica apportata ha riguardato l’articolo 237-bis che dispone che le disposizioni in materia di  svincolo  delle  garanzie  di buona esecuzione relative alle opere in esercizio di cui all'articolo 237-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, si applicano a tutti i contratti di appalto aventi  ad  oggetto  opere  pubbliche, anche se stipulati anteriormente rispetto alla  data  di  entrata  in vigore del richiamato decreto legislativo n. 163/2006. La LEGGE 27 dicembre 2013 n. 147 ha disposto la modifica dell'art. 33, comma 3-bis prevedendo che le disposizioni in materia di centrale di committenza non si applicano  alle  acquisizioni  di  lavori,  servizi  e  forniture, effettuate in economia mediante amministrazione diretta. Con la stessa legge 147 del 2013, è stato modificato l'art. 176, comma 9, che prevede come il  soggetto  aggiudicatore  verifichi,  prima  di  effettuare qualsiasi  pagamento  a  favore  del  contraente  generale, il  regolare adempimento degli obblighi contrattuali del contraente generale verso i  propri  affidatari:  ove  risulti  l'inadempienza  del  contraente generale,  il  soggetto  aggiudicatore  applica  una  detrazione  sui successivi pagamenti e procede al pagamento diretto  all'affidatario, nonché  applica  le  eventuali   diverse   sanzioni   previste   nel contratto. Qui il testo integrale del DLgs 163/2006

NIENTE INCENTIVI AL DIPENDENTE PER UN GENERICO APPORTO ALLA PROGETTAZIONE
Condannato dalla Corte dei Conti della Calabria un dirigente comunale del Servizio Territorio che non avrebbe avuto alcun diritto al compenso per l’attività di progettazione, perché non rientrava “tra i compiti di responsabile del procedimento l’attività di progettista”. Nella sentenza i Giudici hanno ricordato come  l’art. 16 della legge quadro nella materia dei lavori pubblici, la n. 109 dell’11 febbraio 1994,  mantenuta dai successivi interventi normativi, stabilisce che l’attività di progettazione si sarebbe dovuta articolare, secondo tre successivi livelli di approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva ed esecutiva.  Sia nel “Regolamento” che nel “Codice”, nessuna disposizione riconduce il “documento preliminare alla progettazione” alle fasi proprie del progetto e ciò smentisce totalmente il dirigente comunale che, citando l’art. 92, comma 5, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, sosteneva che “la vigente normativa non subordina il riconoscimento di tali emolumenti allo svolgimento di funzioni di progettista”, bensì ne ammette il diritto in presenza di “qualsiasi apporto di natura tecnica e/o amministrativa fornito dal personale interno dell’ente (responsabile del procedimento compreso) in ognuna delle fasi che scandiscono il complesso iter della progettazione”. E tale “apporto” sarebbe, appunto, costituito dal “documento preliminare alla progettazione”. Qui la sentenza nr. 22/2014 della Corte dei Conti, Sez. Giur. Calabria.

GARE RIFIUTI IN CAMPANIA
Nel frattempo che la  nuova legge regionale della Campania in materia di gestione dei rifiuti, la n. 5 del 24 gennaio 2014 diventi pienamente operativa, i Comuni, forti del perdurare della fase transitoria prevista dall’articolo 11, comma 2 ter del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, la cui scadenza è attualmente fissata al 30 giugno 2014, ritengono legittimamente di poter re a gestire direttamente le attività di raccolta, di spazzamento e di trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata. È il caso, ad esempio, del Comune di Casola che per vicende alterne si ritrova senza una struttura in grado di gestire il servizio di igiene urbana e che ha scelto di affidarsi alla Centrale di committenza Asmecomm  per una procedura di gara avente ad oggetto proprio un “affidamento appalto servizio di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti solidi urbani e assimilati e servizi connessi di igiene ambientale”. In questo caso, dunque, le esigenze della collettività hanno fatto gerarchia rispetto alle inevitabili difficoltà derivanti dalle sovrapposizioni normative tra leggi regionali e nazionali che si concretizzano in un futuro ed incerto avvio della gestione dei servizi di igiene cittadina da parte del competente A.T.O., oggi, allo stato, ancora inattivo. Qui la notizia dell’avvio della procedura di gara.

ATTENTI A REVOCARE APPALTO PER UNA PRECEDENTE CONDANNA
Condannata dal TAR Calabria (sentenza n. 265 del 10.2..2014) l’Amministrazione che, sulla base di una dichiarazione sostitutiva presentata da una ditta, considerata veritiera poiché l’inserimento della irrevocabile condanna nel casellario giudiziale era avvenuto in data successiva, si era poi limitata ad annullare l’aggiudicazione definitiva del servizio sulla base della sostanzialmente acritica considerazione “che i reati di che trattasi sono attinenti al servizio di cui all’aggiudicazione”, senza esprimere al riguardo alcuna autonoma e specifica valutazione né sulla gravità, né sull’incidenza del reato sulla moralità professionale, come viceversa imposto dal richiamato art. 38 del Codice dei contratti pubblici.  I Giudici del Tar Calabria hanno sottolineato che la semplice attinenza, invero, è un dato astratto che nasce dal raffronto tra titolo del reato ed oggetto dell’appalto, mentre l’incidenza è un dato concreto che esplicita se ed in quale misura l’attività sanzionata incida effettivamente sulla moralità professionale del condannato. Così l’attinenza del reato rispetto all’oggetto dell’appalto, se è il presupposto necessario della incidenza del reato stesso sulla moralità professionale del condannato, certamente non la esaurisce né con questa si identifica. In altri termini, l’attinenza non è di per sé elemento sufficiente per poter oggettivamente ritenere che il reato commesso sia incidente sulla moralità professionale, né tanto meno di effettiva gravità. Qui la sentenza TAR Calabria – Catanzaro n. 265 del 10.2.2014.

Osservatorio Contratti e Appalti


 

LA MANCANZA DELLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE “SEMPLICE” NON CAUSA ESCLUSIONE
Nella gare d’appalto l’assenza dell’istanza di partecipazione può essere sanata se le dichiarazioni sono presenti diversamente nella documentazione amministrativa prodotta. Il principio, inquadrato nell’ambito del più generale favor partecipationis, è stato di recente ribadito dal Consiglio di Stato, Sez. IV, con la  sentenza n. 744 del 17 febbraio 2014: «negli appalti pubblici, la domanda di partecipazione alla gara, se non accompagnata da dichiarazioni in essa presenti, costituisce solo una manifestazione della volontà del soggetto di voler partecipare alla gara e della certa attribuibilità al medesimo soggetto della documentazione a tal fine presentata. In tal caso, la volontà di voler partecipare alla gara e la riferibilità all’impresa partecipante di quanto effettivamente presentato, ben possono essere desunti dal complesso della documentazione presentata, nella misura in cui da quest’ultima possa ricavarsi in modo certo sia la volontà di voler partecipare sia la effettiva identità del partecipante. Nella stessa ipotesi, dunque, non può accordarsi prevalenza al rilievo meramente formale della mancata presentazione della domanda ed in tal senso si presenta come illegittima la clausola del bando che prevede l’esclusione nel caso di omessa presentazione di tale tipo di domanda di partecipazione». Favor partecipationis che non è tuttavia applicabile nel caso in cui la documentazione prodotta non copra tutte le dichiarazioni previste nell’istanza a pena di esclusione, nessuna esclusa. E’ questa l’ipotesi che si è verificata  a fine 2013 nell’ambito di una procedura di lavori indetta dal Comune di Blera (VT) attraverso la Centrale di Committenza Asmel Consortile scarl, dove l’Autorità di Gara, ravvisando l’assenza dell’istanza di partecipazione, ha proceduto correttamente alla verifica della documentazione complessiva; tuttavia sebbene alcune delle dichiarazioni potessero essere desunte dalla documentazione prodotta, per altre non era presente alcuna documentazione a supporto e quindi l’Autorità non ha potuto che disporre l’esclusione della Ditta. 

Notizie Flash


   

CERTIFICATI ESECUZIONE LAVORI: ECCO IL FORMULARIO PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE DI PARERE
L'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici per poter accogliere gli elementi indispensabili per la predisposizione dei numerosi quesiti che pervengono in merito alla emissione dei Certificati Esecuzione Lavori (CEL), ha approntato un formulario che i richiedenti dei pareri dovranno compilare. Con la sigla CEL si intende, come indicato dall'Allegato D del D.P.R.34/2000, il documento rilasciato dalla Stazione Appaltante all'operatore economico, attestante le lavorazioni svolte a seguito di gara, affidamento diretto, ordine per lavori in economia o altre forme di aggiudicazione. Qui è possibile scaricare il Formulario per la presentazione di quesiti per emissione CEL.

Il CONSIGLIO NAZIONALE INGEGNERI AVVERTE SULL’IRREGOLARITÀ DELLE GARE
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri denuncia il mancato rispetto, da parte delle stazioni appaltanti, del dm sui corrispettivi da porre a base di gara nell’affidamento di servizi relativi all’architettura e all’ingegneria. Com’è noto, il decreto del Ministero della Giustizia n.143, entrato in vigore lo scorso 21 dicembre, fissa parametri ben precisi ai quali è obbligatorio fare riferimento. Tuttavia, l’attività sistematica di monitoraggio dei bandi svolta dal Centro Studi del CNI, ha dimostrato come tale obbligo sia largamente disatteso. Dei 129 bandi pubblicati nel corso del mese di gennaio, appena 14 fanno preciso riferimento a quanto stabilito dal decreto. Il CNI ha perfino comunicato alle stazioni appaltanti interessate di sospendere le gare in corso. Qui è possibile visionare il comunicato stampa del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

ANAC – PUBBLICATE le FAQ in materia di trasparenza amministrativa
L'ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche) ha pubblicato oltre 150 FAQ sull'applicazione del d.lgs. n. 33/2013 in materia di trasparenza amministrativa. Le FAQ sono state suddivise per articolo di riferimento del decreto legislativo n. 33/2013. Tra le FAQ, quelle relative ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture riguardano gli obblighi di pubblicazione relativi agli affidamenti diretti e gli acquisti effettuati tramite il MEPA, la pubblicazione della delibera a contrarre e la pubblicazione dei dati nel caso in cui  l'amministrazione attribuisca ad un professionista l'incarico di difesa e rappresentanza dell'ente in giudizio. Qui è possibile consultare le FAQ.

ANAS, NUOVE OPERE PER 1,3 MILIARDI APPALTABILI ENTRO L'ANNO
Triplicate le risorse messe a disposizione dell'Anas per investimenti sulla rete ordinaria (nuove opere, completamenti, manutenzione straordinaria), dal "minimo" di 310 milioni del 2012 ai 594 milioni dello scorso anno ai 950 milioni stanziati per quest'anno. La legge di stabilità ha inoltre stanziato 340 milioni per il macrolotto 4 (2° stralcio) della Salerno-Reggio Calabria, opera che anch'essa, secondo le intenzioni, dovrebbe andare in gara entro la metà dell'anno. Qui l’articolo su Edilizia e Territorio.ilsole24ore.com 24.02.2014

IL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO IN ITALIA: una concreta opportunità
Pubblicato da Unioncamere il documento di analisi del settore del partenariato pubblico privato in Italia nel corso del 2013. Il nuovo quadro degli investimenti in opere pubbliche, che emerge dai nuovi documenti di finanza pubblica, dai bilanci consolidati e dalle relazioni semestrali delle principali imprese pubbliche e private che gestiscono infrastrutture pubbliche o di pubblica utilità, nonché dai dati sul mercato delle opere pubbliche (bandi e aggiudicazioni) è indicativo di un settore in crisi che fatica a riprendersi nonostante le nuove misure e i nuovi strumenti messi in atto per il rilancio. Per l’anno 2012 i dati a consuntivo fanno emergere una flessione del 9,3%. Per il 2013 è invece stimata una flessione del 5,8% e per il 2014 del -2,5%. Per il triennio 2015-2017 si prevede una ripresa, ma sarà debole, spinta dai grandi investimenti infrastrutturali che dovrebbero partire anche attraverso le “misure di defiscalizzazione delle grandi opere finalizzate a mobilitare risorse private su opere e lavori che possono rapidamente tradursi in spesa e nuova occupazione”. Per il triennio 2015-2017 è prevista la ripresa del settore trainata principalmente dagli investimenti pubblici e privati per infrastrutture stradali e ferroviarie, per le telecomunicazioni, per la produzione di rinnovabili e la riqualificazione energetica, nonché per la riqualificazione urbana e per la messa in sicurezza del territorio. Qui il documento “Il partenariato pubblico privato e l’edilizia sostenibile in Italia nel 2014”.

Aggiornamento canoni annui per concessioni demaniali marittime
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'11 febbraio n. 34 il decreto Infrastrutture del 5 dicembre 2013 sull'aggiornamento delle misure unitarie dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime, per l'anno 2014. Le misure unitarie dei canoni annui sono aggiornate applicando la riduzione dello zero virgola cinque per cento alle misure unitarie dei canoni determinati per il 2013 e costituiscono la base di calcolo per la determinazione del canone da applicare alle concessioni demaniali marittime rilasciate o rinnovate a decorrere dal 1° gennaio 2014. La medesima percentuale si applica alle concessioni in vigore ancorché rilasciate precedentemente al 1° gennaio 2014. Qui il decreto ministeriale del 5/12/2013.

STOP ALLA VENDITA ALL'APERTO DI FRUTTA E VERDURA
La Cassazione con sentenza del 10 febbraio ha deciso che la messa in commercio di frutta all’aperto ed esposta agli agenti inquinanti costituisce una violazione dell’obbligo di assicurare l’idonea conservazione delle sostanze alimentari e rispettare l’osservanza di disposizioni specifiche integrative del precetto. Il giudice ha fondato il proprio convincimento in base al fatto che tre cassette di verdura erano esposte all’aperto e, pertanto, a contatto con agenti atmosferici e gas di scarico dei veicoli in transito. Tale diretto accertamento da parte della polizia giudiziaria risulta del tutto sufficiente a giustificare l’affermazione di penale responsabilità, evidenziando una situazione di fatto certamente rilevante e peraltro confermata dallo stesso ricorrente laddove, nell’atto di impugnazione, si riconosce che la verdura era esposta per la vendita sul marciapiede antistante l’esercizio commerciale. Qui la sentenza della Corte di Cassazione 10 febbraio 2014, n. 6108