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Newsletter - 31 gennaio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.43  del  31/01/2014

Notiziario Asmel


 

ADEMPIMENTO LEGGE 190/2012 ENTRO 31 GENNAIO: CASELLA MAIL AVCP PIENA!
Accade anche questo! I Comuni che ieri hanno trasmesso i dati richiesti su gare, appalti e procedure di aggiudicazione alla casella di posta certificata dell’Avcp, a un certo punto, si sono visti recapitare una misteriosa risposta “Mailbox full -- Quota exceeded” che in pratica indicava che la casella Pec si era riempita e dunque rifiutava il modulo compilato per l’adempimento di cui al comma 32 dell'art. 1 della Legge n. 190/2012, “Legge Anticorruzione”. Asmel, che sta affiancando gratuitamente i propri soci in questo adempimento, si è fatta parte attiva sollecitando una soluzione - quella dell’invio a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - che appare precaria, ma tant’è visto che è l’Autorità stessa ad averla indicata.

CENTRALE UNICA APPALTI: OBBLIGO A GIUGNO IN PARALLELO ALLA DIRETTIVA APPALTI
Il recepimento imminente delle direttive europee appalti e concessioni – approvate il 15 gennaio da Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea - coinciderà con la piena applicazione, per i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, dell’obbligo di ricorso alla centrale unica di committenza per l'acquisizione di lavori, servizi e forniture. Obbligo, come noto, differito al 30 giugno secondo un nuovo emendamento al decreto legge Milleproroghe. Peraltro proprio la nuova Direttiva Appalti rende ineludibile il processo di centralizzazione della committenza scegliendo le procedure telematiche di acquisto quale normale modo di operatività. Non a caso, la Centrale di committenza messa a punto da Asmel consortile continua a registrare nuovi Comuni aderenti – i più recenti sono quelli di Aglientu e Barbarano Romano – ai quali fornisce uno strumento innovativo capace di generare risparmi economici, organizzativi oltre che in termini di trasparenza e di coinvolgimento delle realtà imprenditoriali locali. Come è noto, gli enti aderenti, in forma gratuita e in completa autonomia, possono realizzare gare sopra e sotto soglia comunitaria tramite tutte le procedure previste dalla normativa vigente, sia tradizionali che telematiche, avvalendosi del supporto operativo e della piattaforma per le gare telematiche. Con ciò tenendosi subito al passo dunque anche  con i nuovi obblighi di digitalizzazione delle procedure di gara della nuova Direttiva Europea Appalti.

Primo Piano


 

AVCPASS: OBBLIGO SOLO TRA SEI MESI ANCHE DELLA PEC PERSONALE
Un’altra procedura che, in seno all’AvcPass, è stata rimandata, è quella delle notifiche esclusive tramite Pec e ciò in relazione alle reali “difficoltà segnalate” come si legge nella comunicazione dell’AVCP del 22 gennaio. La Stazione Appaltante che utilizza caselle di posta elettronica ordinaria è comunque tenuta a: 1) garantire che le caselle utilizzate siano esclusivamente individuali, rilasciate nell’ambito del dominio istituzionale dell’Amministrazione e ad accesso esclusivo del soggetto intestatario; 2) fornire al personale incaricato del trattamento dei dati le istruzioni circa il corretto utilizzo delle credenziali di accesso.Per gli enti operanti sulla piattaforma per le gare on line www.asmecomm.it ricordiamo che l’AVCPass resta facoltativa, come chiarito dalla stessa Avcp, anche dopo il primo luglio. Infatti gli enti che svolgono procedure interamente telematiche sulla piattaforma ASMECOMM possono procedere alle verifiche dei requisiti di partecipazione secondo le modalità tradizionali (ai sensi dell’art. 48 del d.lgs. n. 163/2006 e s.m. e i.). In particolare, la Deliberazione n. 111 del 20 dicembre 2012, modificata a seguito delle Adunanze dell’8 maggio e del 5 giugno 2013, ha chiarito che ai sensi dell’art. 9 comma 1-bis della richiamata Deliberazione “per gli appalti svolti attraverso procedure interamente gestite con sistemi telematici (…) il ricorso al sistema AVCPass per la verifica dei requisiti sarà regolamentato attraverso una successiva deliberazione dell’Autorità.” In attesa di future disposizioni da parte dell’Autorità, tutto bene dato che, evidentemente, ci si è resi conto che chi usa un sistema per le gare telematiche già carica questi dati sul proprio software. Per informazioni e adesioni alla Centrale di Committenza scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

AL VIA LA COMPENSAZIONE DEBITI E CREDITI CON LA PA
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM 14 gennaio 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che consente la compensazione tra i debiti e i crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione si attua la Legge 64/2013 per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, consentendo a chi lo richiede di compensare debiti e crediti attraverso il modello F24 telematico. Se l'importo dei debiti è superiore all'ammontare dei crediti certificati, la differenza può essere versata con lo stesso modello F24 o con una distinta operazione e addebitata sul conto corrente bancario o postale. È necessario, però, che i crediti utilizzati in compensazione risultino dalla certificazione rilasciata attraverso la piattaforma elettronica di certificazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze e non siano già stati utilizzati per altri scopi consentiti dalla legge, ad esempio per ottenere il Durc.

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE: LA GIUNTA è L’ORGANO COMPETENTE
Al fine di semplificare l’attività degli Enti Locali, L'ANAC, con deliberazione n. 12/2014 del 22.1.2014, attesta che l’organo degli enti locali competente ad adottare il piano triennale della prevenzione della corruzione è la Giunta. Questo alla luce anche dello stretto collegamento tra il piano triennale di prevenzione della corruzione e i documenti di programmazione previsto dal Piano nazionale anticorruzione. Il Singolo Ente può però autoregolamentarsi e decidere diversamente. Entro il 31 gennaio 2014 l’organo di indirizzo politico dovrà adottare il P.T.P.C., ovvero il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, strumento attraverso il quale l’amministrazione formalizza gli interventi atti a prevenire il fenomeno corruttivo. In esso vengono specificate attività ed evidenziate aree di rischio e rischi specifici, nonché responsabili e tempi per l’attuazione degli interventi.

Osservatorio Contratti e Appalti


 

IN ASSENZA DI DICHIARAZIONI OBBLIGATORIE NON È APPLICABILE IL SOCCORSO ISTRUTTORIO
“Nelle procedure negoziate, ove la stazione appaltante non voglia pubblicare un avviso o non disponga di propri elenchi aperti di imprese da invitare a rotazione deve, in ogni caso, predeterminare ex ante precisi criteri di ricognizione del mercato e selezione delle imprese che potenzialmente potrebbero essere interessate all'appalto, tenendo conto del principio di rotazione”. Il TAR Lombardia, nella sentenza 29.11.2013, n. 1047 ha ribadito l’orientamento secondo cui, nelle procedure negoziate, la gara si svolge in due fasi: la prima mediante indagine di mercato, la seconda mediante invito ad alcune delle ditte a presentare offerta. Le concrete modalità di svolgimento dell’indagine di mercato, ad avviso dell’Avcp, possono essere le seguenti: a) avviso preventivo, con l’obbligo di effettuare una succinta descrizione degli elementi essenziali dell’appalto e della procedura di aggiudicazione, che si intende seguire, accompagnata da un invito a prender contatto, se interessati, con la stazione appaltante; b) elenchi aperti di operatori economici che hanno manifestato il proprio interesse alla Stazione Appaltante. Per quanto concerne, poi, i criteri di scelta delle imprese da invitare alla gara informale, l’Autorità ritiene possibili i seguenti: 1) Le esperienze contrattuali, registrate dalla stazione appaltante nei confronti dell’impresa richiedente l’invito o da invitare, purché venga rispettato il principio della rotazione; 2) L’idoneità operativa delle imprese rispetto al luogo di esecuzione dei lavori; 3) Il sorteggio. Attraverso la piattaforma telematica ASMECOMM è possibile procedere sia pubblicando un Avviso di Indagine di Mercato specifico in cui vengono individuati anche i criteri di selezione, sia – soprattutto per ragione di celerità e in particolare nelle procedure di cottimo fiduciario – avvalendosi dell’Albo Fornitori della Centrale cui attingere per le ditte da invitare utilizzando uno dei criteri indicati dall’AVCP: 1) esperienze contrattuali con la Stazione Appaltante, 2) idoneità operativa rispetto al luogo di esecuzione 3) sorteggio. Come chiarito dal TAR Lombardia questa scelta discrezionale ex post, anche facendo ricorso al sorteggio, è esclusa nel caso in cui si proceda con un Avviso specifico, mentre è consentita in caso di tenuta di Albi aperti i quali garantiscono il rispetto della libertà di concorrenza, ipotesi questa pienamente garantita dall’Albo Fornitori telematico gestito dalla Centrale di Committenza ASMEL al servizio di tutti gli Enti aderenti.

Notizie Flash


  

PER L’AVVALIMENTO È NECESSARIA UNA PUNTUALE INDIVIDUAZIONE DELL’OGGETTO
Il Consiglio di Stato in una recentissima sentenza ha fatto il punto sull’istituto dell’avvalimento. In materia di avvalimento nelle gare di appalto, l'art. 49 D.Lgs. n. 163/2006 prevede un procedimento negoziale complesso composto dagli atti unilaterali del concorrente (lettera a) e dell’impresa ausiliaria (lettera d), indirizzati alla stazione appaltante, nonché da un contratto tipico di avvalimento (lettera f) stipulato tra il concorrente e l’impresa ausiliaria. Le parti (ausiliata e ausiliaria) devono impegnarsi a mettere a disposizione non il solo requisito soggettivo «quale mero valore astratto», ma è necessario altresì che risulti chiaramente che l’ausiliaria presti le proprie risorse e il proprio apparato organizzativo in tutte le parti che giustificano l’attribuzione del requisito di qualità (a seconda dei casi: mezzi, personale, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti).La pratica della riproduzione, nel testo dei contratti di avvalimento, della formula legislativa della messa a disposizione delle “risorse necessarie di cui è carente il concorrente” (o espressioni similari) si appalesa, oltre che tautologica (e, come tale, indeterminata per definizione), inidonea a permettere qualsivoglia sindacato, da parte della Stazione appaltante, sull’effettività della messa a disposizione dei requisiti. L’art. 88, primo comma, lettera a), del d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 (Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ) ha stabilito che il contratto di avvalimento deve riportare in modo compiuto, esplicito ed esauriente le risorse e i mezzi prestati in modo determinato e specifico. Nelle ipotesi in cui un'impresa concorrente in gara pubblica di appalto manifesti la volontà di ricorrere all'istituto dell’avvalimento, da ciò consegue la giuridica assunzione di precisi obblighi e responsabilità nei confronti della stazione appaltante, che non possono essere unilateralmente disattesi o modificati nemmeno se l'impresa ausiliata concorrente dimostrasse di essere munita dei requisiti speciali che sarebbero stati forniti dall'impresa ausiliaria.

QUANDO È POSSIBILE L’AGGIUDICAZIONE CON PROCEDURA NEGOZIATA SENZA PUBBLICAZIONE DI BANDO DI GARA
In tema di aggiudicazione con procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara per nuovi servizi, analoghi a quelli già affidati all’operatore economico aggiudicatario del contratto iniziale dalla medesima stazione appaltante, il Consiglio di Stato, con una sua sentenza,  ha ricordato che l’art. 57, comma 5 lett. b) del codice dei contratti, nel prevedere la possibilità di aggiudicazione con procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara per nuovi servizi, analoghi a quelli già aggiudicati in favore della medesima impresa, presuppone l’esistenza di un progetto di massima, oggetto di un precedente contratto aggiudicato secondo una procedura aperta o ristretta, al solo scopo di delineare e rendere trasparenti le caratteristiche dei servizi che possano definirsi analoghi a quelli già affidati all’operatore economico aggiudicatario del contratto iniziale dalla medesima stazione appaltante. L’articolo già citato reca una disposizione, da interpretarsi in senso restrittivo, che ha il solo scopo di evitare che il ricorso alla ripetizione di servizi analoghi possa risolversi in uno strumento per aggirare il pacifico divieto di rinnovo, configurandola alla stregua di nuova aggiudicazione in forma negoziata di servizi conformi ad un progetto base oggetto di precedente appalto. Il progetto base o di massima di cui all'art. 57, comma 5 lett. b) consiste in uno strumento di raffronto utile a circoscrivere la riedizione del rapporto di appalto mediante nuova aggiudicazione in forma negoziata, ma non attiene agli elementi di valutazione dell’offerta, che ben possono essere indicati dalla stazione appaltante nel solo prezzo.

LE REFERENZE BANCARIE NEI CONTRATTI PUBBLICI
Ai fini della dimostrazione della capacità economico-finanziaria, risulta sufficiente anche l’allegazione di una sola referenza bancaria sia perché l’art. 41, comma 1, D.Lgs. n. 163/2006 afferma che la capacità economica e finanziaria può essere dimostrata, alternativamente alle referenze bancarie, con la dichiarazione concernente il fatturato globale o l’importo delle forniture identiche a quelle oggetto della gara realizzate negli ultimi tre esercizi, sia perché le attestazioni bancarie risultano generiche e non impegnative per le banche che le rilasciano e perciò la presentazione di due referenze bancarie non fornisce alla stazione appaltante maggiori garanzie rispetto all’esibizione di una sola referenza bancaria. Nel caso specifico trattato dal Tar della Basilicata, comunque, quando un'impresa concorrente a gara pubblica alleghi, al fine di dimostrare il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria, due referenze bancarie così come richiesto dalla lex specialis di gara, ma una di tali referenze nel corpo non indichi il nominativo e/o ragione sociale di tale documento, molto probabilmente a causa di una mera dimenticanza del funzionario bancario, di fronte ad un tale grave, preciso e significativo indizio, la Commissione giudicatrice, ai sensi dell’art. 46, comma 1, D.Lg.vo n. 163/2006, deve chiedere all'impresa concorrente di far integrare la suindicata lacuna mediante il rilascio da parte della stessa banca di un ulteriore atto, che precisi espressamente anche che la precedente referenza fosse stata rilasciata in favore della stessa impresa. Dal momento che l'impresa concorrente ha presentato due referenze bancarie, come prescritto dalla lex specialis, la predetta integrazione non viola il principio della par condicio, ma al contrario risulta coerente con l’altro principio fondamentale in tema di procedimenti di evidenza pubblica di favore la più ampia partecipazione, per selezionare il migliore offerente.

CONSULENZE TECNICHE D'UFFICIO NELLE GARE PUBBLICHE
Il Tar della Liguria si è pronunciato contro le consulenze tecniche c.d. percipienti: quelle in cui il consulente, fatto ovviamente salvo il controllo immanente del giudice peritus peritorum, è chiamato ad accertare (direttamente) i fatti mediante l’ausilio di specifiche competenze tecniche. Sono invece ammesse nel processo amministrativo, ex art. 67 c.p.a., le consulenze tecniche c.d. deducenti, volte a valutare i fatti accertati e dati per esistenti, come (già definitivamente) acquisiti nel corso nel procedimento amministrativo. Ciò obbedisce - nel caso di gare pubbliche - alla lex specialis, ed i cui atti, soprattutto quelli contenenti manifestazioni di giudizi, sono espressione di valutazione tecnico-discrezionale riservata. Il compito del CTU è (circoscritto a) valutare il fondamento razionale ed epistemico del metodo applicato dall’amministrazione, non quello di sostituirsi ad essa per individuare il metodo tecnico più adeguato per raggiungere gli obiettivi avuti di mira. Attenendosi ai quesiti assegnatigli, il CTU è tenuto dapprima ad accertare la corrispondenza del metodo in concreto applicato dalla Commissione alle norme tecniche che ne disciplinano l’utilizzo; quindi valutarne l’attendibilità del metodo in concreto utilizzato dalla stazione appaltante. 

DEROGHE AL CODICE DEGLI APPALTI PER LA SICUREZZE NELLE SCUOLE
Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è stabilito che i sindaci e i presidenti delle province interessati operino in qualità di commissari governativi fino al 31 dicembre 2014 al fine di attuare le misure urgenti in materia di riqualificazione e messa in sicurezza delle istituzioni scolastiche. Il D.P.C.M. 22 gennaio 2014 fa riferimento all'articolo 18, commi 8 e 8-ter del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che per l'anno 2014  autorizza la spesa di 150 milioni di euro per le suddette finalità. Il finanziamento sarà assegnato agli Enti locali sulla base di graduatorie predisposte dalle Regioni. Fino al 31 dicembre 2014 i sindaci e i presidenti delle province interessati operano in qualità di commissari governativi, con poteri derogatori rispetto alla normativa vigente, in modo da poter rispettare i tempi di affidamento dei lavori entro il 28 febbraio 2014, pena la revoca dei finanziamenti. Tra le  deroghe previste al Codice Appalti c’è la possibilità che i lavori potranno essere appaltati subito, senza aspettare i 35 giorni successivi all’aggiudicazione definitiva. In sede di presentazione delle offerte, si potrà decidere di non effettuare controlli sulla capacità economico finanziaria e tecnico organizzativa delle imprese. Per velocizzare la realizzazione degli interventi, i tempi per la presentazione delle offerte o delle domande di partecipazione potranno essere dimezzati, a prescindere dalla procedura utilizzata. Sarà inoltre possibile non pubblicare sui giornali i bandi e gli avvisi di aggiudicazione per gli appalti di importo superiore o uguale a 500 mila euro.

COSTI DI SICUREZZA: OMETTERLI COMPORTA L’ESCLUSIONE DALLA PROCEDURA
La sentenza n. 348 del 2014,  è chiara: se nell’offerta non vengono indicati i costi di sicurezza, sia da interferenza che specifici, essa viene sanzionata con l’espulsione, poiché l’omessa indicazione genera incertezza ed indeterminatezza dell’offerta. Gli oneri devono essere espressamente indicati altrimenti non è possibile dimostrare che questi costi siano stati effettivamente calcolati. Inoltre, non avere i costi di riferimento non permette un’adeguata e necessaria formulazione dell’offerta stessa. Non è nemmeno possibile l’integrazione postuma perché questo attesterebbe una lesione della par condicio tra i concorrenti. Pertanto viene imposta, così come dal codice dei contratti, la specifica indicazione degli oneri in questione che, venendo a mancare, non permette un’adeguata valutazione dell’offerta stessa.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA: UN DECRETO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Definiti i requisiti ambientali minimi per gli impianti di illuminazione pubblica  dal decreto 23 dicembre 2013 del Ministero dell’Ambiente a cui le Pubbliche Amministrazioni dovranno rifarsi non solo per l’acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli Led, ma anche per l’affidamento dei lavori di realizzazione degli impianti. Affinché gli acquisti della Pubblica Amministrazione siano considerati sostenibili , nella scelta delle lampade da acquistare o dei progettisti cui affidare la realizzazione dell’impianto per la pubblica illuminazione dovranno essere valutati i CAM, criteri ambientali minimi, che si suddividono in criteri base e dei criteri premianti.