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Newsletter - 16 maggio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.57 del  16/05/2014

Notiziario Asmel


 

CODICE APPALTI DA ABOLIRE. SUBITO!
DAL FORUM ASMEL PROPOSTA “SHOCK” CONTRO CORRUZIONE E PER RILANCIARE L’ECONOMIA SUFFICIENTE APPLICARE LE NUOVE DIRETTIVE UE GIÀ DISPONIBILI
 QUI GLI ARTICOLI SU ITALIA OGGI DEL 16 MAGGIO 2014

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Primo Piano


 

MINISTRO LUPI: STOP ALLA PROGETTAZIONE DEGLI UFFICI TECNICI COMUNALI
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi dichiara guerra agli Uffici Tecnici Comunali. Secondo il Ministro, infatti, va fermata la progettazione svolta dai tecnici interni alle Pubbliche Amministrazioni, che per quest'attività ricevono un incentivo fino al 2% sul valore dell'opera. Raccogliendo le doglianze dei liberi professionisti secondo cui tali affidamenti costituiscono una "concorrenza sleale" sottraendo risorse al libero mercato, il Ministro coglie spunto dalle nuove direttive europee per prospettare una riforma radicale del settore. Tuttavia spesso la progettazione interna rappresenta l’unico rimedio per gli Enti Locali di realizzare attività di progettazione propedeutica alla candidatura dei progetti a finanziamenti esterni che altrimenti sarebbe preclusa. Il Consigliere ASMEL Setaro sottolinea tuttavia che «l’apertura al mercato sarebbe auspicabile, purché la riforma del Codice consenta chiaramente e in maniera puntuale la possibilità di pagamento dei professionisti ‘a buon esito’ del finanziamento. È questo il reale problema dei Comuni che riduce le opportunità al libero mercato, non certo l’abnegazione e l’impegno del personale pubblico sempre più oberato di compiti e responsabilità».

RECEPIMENTO DIRETTIVE UE SUGLI APPALTI PUBBLICI: IL GOVERNO ACCELERA
Istituito un tavolo tecnico presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il recepimento delle tre Direttive 2014/24/UE: due per appalti nei settori ordinari e speciali, che abrogano le corrispondenti direttive del 2014 e la terza per le concessioni. Come preannunciato da Renzi, infatti, il governo intende accelerare la revisione del Codice Appalti. Lo hanno dichiarato sia il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Riccardo Nencini, sia il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci. «È l'occasione - ha detto il vice ministro Nencini - per mettere mano al groviglio normativo sugli appalti pubblici che crea confusione nell'applicazione delle norme di settore. È tempo di cambiamenti radicali». Gli fa eco Ermete Realacci secondo cui «il vero treno da prendere per riformare gli appalti è il recepimento delle direttive dell'Unione europea». Ancora più radicale la proposta ASMEL di azzerare immediatamente la normativa attuale (vedi pagina Italia Oggi) senza attendere il recepimento delle direttive europee, perché esse in tal modo diventerebbero immediatamente operative. Ricordiamo che le direttive valorizzano tanto il principio del pluralismo delle Centrali di Committenza (art.37), quanto l’individuazione delle attività di committenza ausiliaria (art.1 comma 1, punto 15), quanto infine la diffusione generalizzata delle gare telematiche (art. 53). Esattamente le scelte già effettuate con la rete di Committenza ASMECOMM. Per info e adesioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI CONSIP SOLO CON FATTURA ELETTRONICA E FIRMA DIGITALE
Con l’obiettivo di proseguire sulla strada della dematerializzazione delle procedure e della semplificazione operativa, dal 12 maggio le attività sulla piattaforma di e-procurement vengono effettuate solo da utenti in possesso di Firma Digitale. Il Mercato Elettronico della PA, gli Accordi quadro e il Sistema dinamico di acquisizione hanno previsto, sin dal loro avvio, l’utilizzo della firma digitale sia per le Amministrazioni, sia per le imprese. Solo il sistema delle Convenzioni consente ancora, alle Amministrazioni prive di firma digitale, l’acquisto con invio dell’ordinativo di fornitura, firmato in forma autografa, via fax. A partire dal 12 maggio, anche tale possibilità viene meno e il fornitore sarà tenuto a dare seguito esclusivamente agli ordini ricevuti on line con firma digitale. Inoltre, a partire dal mese di settembre, tutte le utenze che risulteranno ancora non adeguate saranno disabilitate da sistema, in quanto non più idonee a operare. È necessario, quindi, che tutte le Amministrazioni non in possesso di firma digitale provvedano a dotarsi dell’apposito kit e successivamente a modificare il proprio profilo di utenza sul sistema. Qui la nota operativa del MEF.

MONITORAGGIO OOPP, IN VIGORE LE NUOVE PROCEDURE. IN SEDE DI RICHIESTA DEL CIG OBBLIGATORIO INDICARE IL CUP. INTEGRAZIONI POSSIBILI ENTRO IL 30 AGOSTO 2014
Sono in vigore dal 12 maggio le nuove modalità con cui il Responsabile unico del procedimento (RUP) deve integrare le informazioni, utili monitoraggio degli appalti e della spesa pubblica, fornite dall'Autorità di Vigilanza alla Banca Dati Pubbliche Amministrazioni. Per evitare che gli operatori economici duplichino l’invio dei dati inerenti a uno stesso appalto, l'AVCP trasmette tutti i dati acquisiti quando il Rup richiede il Codice identificativo di gara (CIG). D'altra parte, però, in sede di richiesta del Cig, è obbligatorio indicare il Codice unico di progetto (CUP).   L’Authority ha comunicato tempi e modi per attuare gli obblighi. Come comunicato dalla Ragioneria Generale dello Stato con la Circolare 8 aprile 2014, n. 14, la prima rilevazione delle opere pubbliche in corso di progettazione o realizzazione a partire dalla data del 21 febbraio 2012 (fatta eccezione per le opere di manutenzione ordinaria), sarà effettuata entro il 30 giugno 2014. Qui la circolare del MEF ed il comunicato dell’AVCP.

Osservatorio Contratti e Appalti


  

TAR TOSCANA: I “GIUSTIFICATIVI” NON POSSONO MODIFICARE L’OFFERTA PRESENTATA
E’ illegittima la modifica dell’offerta presentata in sede di verifica. Così si è pronunciato il TAR TOSCANA, SEZ. I - sentenza 5 maggio 2014 n. 703 in merito ad un appalto di servizi ausiliari alle scuole nel quale la Ditta aggiudicataria non aveva rispettato il monte ore giornaliero, procedendo a modificarlo a seguito della verifica dell’anomalia, di concerto con la Stazione Appaltante. Il G.A. ha chiarito che «la modifica di aspetti sostanziali dell’offerta», anche fatta nell’interesse della Pubblica Amministrazione, «comporta violazione del principio di immutabilità dell’offerta» e la conseguente illegittimità della stessa. Nel caso affrontato dal Tar Toscana, una ditta in contrasto con la clausola del bando che individuava il numero minimo di ore lavorative giornaliere complessive che l'operatore avrebbe dovuto svolgere in ogni sede scolastica coinvolta ha determinato, nel complesso, la sua offerta in un monte ore giornaliero inferiore a quello minimo, salvo poi - a seguito dell’esperimento del procedimento di verifica dell'anomalia dell’offerta - con il consenso della stazione appaltante, modificare alcuni aspetti essenziali dell’offerta, integrando i turni di lavoro in precedenza indicati, così da coprire anche i periodi del servizio per i quali non era originariamente indicato il personale occorrente, e modificando il costo del lavoro, in tal modo mutando, per un aspetto sostanziale, i contenuti economici dell’offerta. Come puntualmente precisato dal G.A. «il procedimento di giustificazione dell'offerta anomala si propone di verificare la serietà di un'offerta già formulata ed immutabile, ma non può essere utilizzato per consentire aggiustamenti dell'offerta» (Cons. Stato sez. VI, 7 febbraio 2012, n. 636). Tale principio va rispettato anche nel caso di un’unica offerta valida, non essendo consentito all’Amministrazione andare a contrattare ex post alcuni aspetti sostanziali dell’offerta presentata, altrimenti irricevibile. Come puntualmente evidenziato dalla Centrale di Committenza Asmel Consortile scarl nel corso di alcune procedure espletate attraverso la piattaforma ASMECOMM in tale ipotesi la gara va considerata tecnicamente deserta.

Notizie Flash


    

CONSIGLIO DI STATO: L’INTERDITTIVA ANTIMAFIA PRESCINDE DALLA RILEVANZA PENALE   
Il Consiglio di Stato in materia di interdittiva antimafia ha ribadito, con una recente sentenza, che: “L’interdittiva non si collega a fatti e attività oggetto di approfondimento d’ordine penale, essendo diversi i parametri di valutazione sul piano amministrativo, bensì alle stesse emergenze giudiziarie, indizi, collegamenti societari e intrecci imprenditoriali ed economici, contatti e frequentazioni e in definitiva a un quadro che, nel complesso di tutti gli elementi e prescindendo dalle singole circostanze, rende plausibile e giustifica l’adozione dell’interdittiva quale specifica misura di tutela anticipata volta a prevenire e/o stroncare ogni possibile ‘inquinamento’ delle aziende, degli appalti pubblici e quindi dell’attività della P.A., posto in essere notoriamente anche attraverso operazioni apparentemente legittime ma fittizie tipiche delle organizzazioni mafiose”. Qui la sentenza del CdS nr. 2290/2014

SE LA PA MODIFICA L’AGGIUDICAZIONE SI ALLUNGANO I TERMINI DI RICORSO  
Il termine per la proposizione di un ricorso di annullamento contro la decisione di aggiudicazione di un appalto deve iniziare nuovamente a decorrere qualora sia intervenuta una nuova decisione dell'amministrazione aggiudicatrice, adottata dopo tale decisione di aggiudicazione che possa incidere sulla legittimità di detta decisione di attribuzione purchè sia giunta prima della firma del contratto. Tale principio è stato ribadito dalla Corte di Giustizia Europea chiamata a pronunciarsi sui criteri interpretativi del diritto comunitario a riguardo. Qui la Sentenza della Corte di Giustizia dell’8 maggio 2014

DAL 2018 OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA EUROPEA
La Direttiva 2014/55/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 contiene le indicazioni da seguire a livello europeo in materia di fatturazione elettronica negli appalti pubblici, così da standardizzarne il contenuto intervenendo anche sul linguaggio da utilizzare per renderlo uniforme in tutti gli Stati membri. Gli elementi da inserire dovranno essere, quindi, unici e obbligatori in tutta l’Unione. L’art. 11 della direttiva prevede che gli Stati membri devono adottare, pubblicare e applicare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla stessa, entro il 27 novembre 2018. La Direttiva 2014/55/UE si applica alle fatture elettroniche emesse a seguito dell’esecuzione di contratti a cui si applicano la direttiva 2009/81/CE, la direttiva 2014/23/UE, la direttiva 2014/24/UE o la direttiva 2014/25/UE; non si applica, invece, alle fatture elettroniche emesse a seguito dell’esecuzione di contratti che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2009/81/CE, qualora l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto siano dichiarate segrete o debbano essere accompagnate da speciali misure di sicurezza secondo le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti in uno Stato membro e a condizione che lo Stato membro stesso abbia determinato che gli interessi essenziali in questione non possono essere garantiti da misure meno restrittive. Qui la Direttiva 2014/55/EU

DECRETO CASA: STAND BY PER LE OPERE SPECIALISTICHE, NON PIÙ IL “LEGNO” TRA LE SUPERSPECIALISTICHE  
Dopo il vaglio del Senato, passa alla Camera il disegno di conversione del decreto n. 47 sulle emergenze abitative. Due aspetti interessano molto il settore degli Appalti: importanti semplificazioni relativamente alle opere specialistiche, l’art. 12 reca misure urgenti in materia di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici sospendendo fino al 29 settembre 2014 gli  effetti del D.P.R. che aveva annullato gli articoli 107, comma 2, e 109, comma 2, del DPR 207/2010; per quanto riguarda invece le opere super specialistiche è stata eliminata dall’elenco la categoria OS32 (relativa al legno). Qui il disegno di legge

SETTORE COSTRUZIONI: +11% NEL PRIMO TRIMESTRE
Federcostruzioni presenta lo studio annuale di settore e sottolinea che il comparto laterizi ha registrato un aumento delle vendite del 13% nel secondo semestre del 2013 e gli appalti pubblici registrano un +11,4% nei primi tre mesi di quest’anno. La crisi, però, ha modificato molto lo scenario complessivo. Infatti, il mercato che ci si ritrova davanti è molto diverso dal passato: la ristrutturazione nel 2013 ha toccato un valore di 113 miliardi di euro, contro solo i soli 50 miliardi delle nuove costruzioni dei quali appena 19,7 riguardano l’edilizia residenziale. Qui il Rapporto 2013 sul Sistema delle costruzioni in Italia